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Covid, due vittime in Maremma: muore camionista di 55 anni

Comunità sotto choc, il ricordo dell’amico avvocato: «Una persona straordinaria, un gran lavoratore, in salute»

GROSSETO. Il Covid torna a portare lutti in provincia di Grosseto.

A un mese dall’ultimo decesso avvenuto il 5 luglio, il 3 agosto – ma la notizia è stata resa nota mercoledì 4 – all’ospedale Misericordia di Grosseto sono morti due pazienti: un uomo di 82 anni, residente a Montieri, e uno di 55 anni, arcidossino.


L’anziano di Montieri era stato ricoverato il 20 luglio nel reparto di malattie infettive Covid. Cardiopatico, malato di tumore, il suo quadro clinico era molto compromesso. Nonostante fosse stato vaccinato, il suo fisico debilitato è stato sopraffatto dal virus.

Ancora più scioccante la scomparsa del 55enne. Si tratta di Vito Battisti, autotrasportatore di Arcidosso, persona notissima in paese. La notizia della sua morte ha scosso profondamente l’Amiata.

«Non aveva problemi di salute, era un gran lavoratore, infaticabile», lo ricorda commosso l’avvocato Marcello Bianchini, al quale lo legava un’amicizia stretta, sbocciata sin dalla gioventù. Tanto che nel 2019 Battisti aveva seguito l’amico avvocato nell’avventura politica della candidatura al consiglio comunale, nella lista civica “Comune unico Amiata”. Un’avventura politica che si era poi subito chiusa.

Battisti, separato, con due figli grandi, di recente aveva aperto un locale con la compagna Carmen, il bar Da Begname.

«Con lo scoppio della pandemia – dice ancora Bianchini – aveva però sofferto le restrizioni che tutti i locali hanno dovuto subire. Per questo si era rimesso a lavorare con il suo autotreno per una ditta grossetana. L’ho sentito non più tardi di domenica 25 agosto. “Dove sei?”. “A Cosenza, poi vado a Montecatini”, mi ha risposto. Era in forma. Solo che non si era ancora vaccinato. “Lo farò”, mi aveva detto».

Il tracollo è stato improvviso. Il 29 luglio Battisti è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Misericordia di Grosseto.

Dopo soli cinque giorni, le sue condizioni si sono così velocemente aggravate che è spirato nello stesso reparto.

Marcello Bianchini non si dà pace. «Era una persona generosa – racconta – un’ottima persona, un uomo buono, aperto al sorriso, non invidioso, non spocchioso, forse un po’ troppo ottimista a volte. Ma tutti gli aggettivi più positivi gli calzano a pennello. Il suo hobby era il lavoro: lavorava tantissimo, gli piaceva, lo faceva con entusiasmo».

Ieri i funerali ad Arcidosso e l’ultimo addio della sua comunità.

Con questi ultimi due decessi, salgono a 174 le persone che sono morte in provincia di Grosseto, dopo aver contratto il Covid, dall’inizio della pandemia. Il primo decesso risale al 19 marzo del 2020. —

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