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Guardie mediche insufficienti, è polemica: «La situazione sfugge di mano all’Asl»

Il consigliere della Lega, Andrea Ulmi, pronto a un confronto con l’azienda e con l’assessorato regionale alla Sanità

GROSSETO. Non si placa la polemica sul turno di guardia medica nella postazione di Grosseto che, ieri, ha rischiato di rimanere vacante per la seconda volta in pochi mesi. Risolto il problema richiamando un professionista in servizio, restano gli strascichi e le prese di posizione politiche.

Domenica 1 agosto, sulla questione, è intervenuto consigliere regionale della Lega e vicepresidente della commissione sanità, Andrea Ulmi.

«Rispondere "Se non ci sono medici, non ci sono" è intollerabile - scrive Ulmi in una nota - non lo accetto come consigliere regionale, come medico e come cittadino. Sarà mia cura parlarne con il direttore generale dell’Asl e, se non sarà sufficiente, con l’assessorato regionale alla Sanità».

Per Ulmi, che è un medico, lasciare Grosseto scoperta dal servizio di guardia medica «non è tollerabile, così come non lo è per qualsiasi comune. La questione della continuità assistenziale mi pare stia sfuggendo di mano all’Asl e la cosa più grave è che non si diano soluzioni alternative se non spostarsi in un altro comune. Questo è inaccettabile».

Il primo passo secondo Ulmi è da fare con i sindacati. «Ritengo che l’Asl debba immediatamente confrontarsi con i sindacati medici per trovare una soluzione - dice -. Una prima possibilità è quella di creare un numero telefonico cui rivolgersi in caso di bisogno e di coinvolgere i medici di medicina generale, così come avvenuto in alcune realtà in cui è stata sospesa l’attività della guardia turistica, o le unità anti-Covid Usca. Per alleviare i disagi e permettere ai cittadini di rivolgersi a una struttura senza doversi attaccare al telefono, si potrebbe optare per una soluzione come avvenuto all’Isola del Giglio, cioè coinvolgendo realtà private», conclude Ulmi.

«Il problema del reperimento di personale medico è un dato di fatto - è la risposta del direttore della zona distretto Area grossetana, Colline metallifere, Amiata grossetana, Fabrizio Boldrini - che non basta affrontare a livello aziendale e nemmeno regionale. Nell’ultimo anno e mezzo come Asl abbiamo assunto oltre 1.000 persone tra medici, infermieri e personale di assistenza, la maggior parte delle quali sono impiegate nella lotta al Covid. Ulmi è un medico e sa bene quali sconvolgimenti anche organizzativi abbia comportato la pandemia».

Boldrini ricorda che sono stati richiamati in servizio medici in pensione, reclutati gli specializzandi, convogliandoli nelle Usca, nell’assistenza domiciliare, nei centri vaccinali, nei reparti Covid degli ospedali.

«Le soluzioni di cui parla Ulmi - dice Boldrini - sono già state messe in campo, ma questo non ha risolto il problema, ne ha solo attenuato gli effetti. Si può ripensare il modello organizzativo dell’assistenza territoriale, snellire le procedure di reclutamento, ma se numericamente i medici non sono abbastanza, ogni strategia si ferma al livello di idea. Tutto questo al netto del ruolo politico del consigliere che può e deve prendere tutte le iniziative politiche che ritiene opportuno», conclude Boldrini. --

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