Dal telelavoro alle imprese Patto con la Regione per un polo di start up

santa fiora. La strategia “smart working nel borgo” creata da Santa Fiora e che ha riscosso un successo planetario – con persone pronte a trasferirsi sull’Amiata anche da oltreoceano – ha ottenuto in questi giorni un importante riconoscimento e un appoggio non meno prezioso.

La Regione Toscana e il Comune di Santa Fiora, che in piena pandemia ha lanciato il progetto “Smart working village” per il lavoro a distanza e il telelavoro, hanno firmato un protocollo d’intesa per dar vita a un luogo dove ospitare start up e imprese innovative, ma anche spazi di lavoro in coabitazione o locali per chi lavora da remoto, per l’appunto.


Dopo aver sostenuto i proprietai di seconde case, con un budget per chi, da fuori, si trasferisce a Santa Fiora, il sogno del sindaco Federico Balocchi era quello di “importare” anche imprenditori e professionisti, dando loro una sede.

L’immobile sarà acquisito o realizzato dall’amministrazione comunale, mentre la Regione si impegna a individuare possibili finanziamenti per attrezzarlo e per dotarlo di strumentazioni tecnologiche, oltre a promuovere lo spazio e i servizi erogati attraverso la struttura “Invest in Tuscany”.

L’idea può apparire semplice. E lo è. «Ma il Comune di Santa Fiora è stato il primo in Italia ad avere l’intuizione – sottolinea il presidente della giunta regionale, Eugenio Giani – e l’intenzione della Regione è quella di dare seguito a questa idea: una sorta di sperimentazione da replicare poi anche altrove in Toscana».

Il patto mira a sostenere l’innovazione e a creare opportunità di impiego, conciliando lavoro e qualità della vita. Un’intesa che ruota attorno allo smart working, assicurato da connessioni stabili e veloci alla rete, e alla realizzazione di una struttura adeguata a ospitare imprese tecnologiche.

Vivere in un borgo in mezzo alla campagna o in montagna è bello ma, oggi, forse complicato. Disagevole per la lontananza di servizi e la necessità di fare il pendolare, anche su lunghe distanze. Con la banda ultralarga, che con risorse della Regione è stata portata anche dove i gestori privati non avrebbero mai investito, vivere in un piccolo borgo in mezzo alla natura può diventare però anche vantaggioso. «Il lockdown e le restrizioni imposte dalla pandemia e dall’emergenza sanitaria – dice l’assessore regionale all’economia Leonardo Marras – hanno esaltato e fatto riscoprire la qualità della vita nei borghi, lontano dalla congestione di persone delle grandi città, dunque anche più in sicurezza, e con maggiori spazi a disposizione».

«La firma di questo Protocollo ha un valore enorme per il futuro di Santa Fiora e dell’Amiata – dice il sindaco Federico Balocchi – Lo ritengo il coronamento dei miei dieci anni di amministrazione, in quanto credo potrà contribuire concretamente a rilanciare il lavoro, e in particolare un tipo di occupazione altamente qualificata, richiamando in montagna i giovani con una preparazione tecnologica avanzata. Andiamo a creare i presupposti per rendere l’Amiata attrattiva nei confronti delle imprese e di questi professionisti». —

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