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Tampone negativo Gaetano torna a casa «Ora voglio dormire ma viaggerò presto»

Scende all’aeroporto di Fiumicino e abbraccia il nonno  E anche il viaggio di ritorno gli ha riservato qualche sorpresa


Grosseto. Che emozione per nonno Gaetano poter stringere di nuovo a sé quel nipote, che porta il suo nome, e per il quale negli ultimi giorni è stato tanto in ansia: un abbraccio, ieri, a fine mattinata, all’aeroporto di Fiumicino – in mezzo alla frenesia dei viaggiatori – ha spinto via tutte le preoccupazioni. È di nuovo a casa Gaetano Saccone, il giovane ventunenne grossetano che era rimasto bloccato a Malta perché contagiato dal coronavirus. «Adesso voglio solo fare una bella dormita, nel mio letto», dice raggiunto telefonicamente dal Tirreno quando ancora è a Roma, mentre il nonno gli dice: «... ma quanto ci hai fatto dannare!».
 

ALLE SPALLE

Gaetano era partito il 25 maggio per Msida, cittadina sul litorale nord orientale di Malta, per un tirocinio di due mesi nell’ambito del progetto Erasmusplus. Il 14 luglio si sveglia con 40,2 gradi di temperatura: respira con difficoltà. In ospedale scopre di essere stato contagiato ma non riceve le cure che si sarebbe aspettato: lo rispediscono nel suo appartamentino, solo, con un coetaneo positivo al virus. «Fatemi tornare a casa, qui è un incubo», aveva raccontato al Tirreno dopo svariati tentativi a vuoto di contattare l’ambasciata italiana a Malta. Il babbo, Filippo Saccone, lancia un appello al sindaco, che si mette subito in moto, accoglie il padre e chiama il giovane per rincuorarlo. Parte anche il filo diretto tra Gaetano e l’ambasciata grazie al comando provinciale della guardia di finanza di Grosseto che fa un ponte con i propri contatti sull’isola. Ma il ragazzo deve rimanere lì perché è positivo al virus. Febbre, tosse e debolezza pian piano vanno via e il 28 luglio si sottopone a un nuovo test: è negativo. Può lasciare l’isola.

il ritorno

Msida, 30 luglio (ieri), sono le 7, 30. «Dopo essermi preparato e aver fatto colazione – racconta Gaetano – ho chiamato un taxi per l’aeroporto. Passa il tempo e il taxi non arriva. Ne chiamo un altro e non si vede nessuno». Santo cielo, proprio ora che ha un biglietto di ritorno in tasca. «Avevo timore di perdere l’aereo – dice – Alla fine è arrivato il terzo taxi chiamato: erano le 9,10, dalle 7,30 che aspettavo. C’era un traffico pazzesco e una strada interrotta». Quando il taxi si ferma all’aeroporto: «Scendo, mi cadono gli occhiali da sole, e non faccio in tempo a raccoglierli perché un’auto ci passa sopra». «Alla fine mi metto al mio posto sull’aereo e vedo che ho accanto a me una suora. Mi sono detto, “Meno male, mi porterà bene”». Nonostante tutto, Gaetano non ha perso il senso dell’umorismo: «Alla fine – dice – è stata una bella esperienza perché ho conosciuto tanti ragazzi, anche stranieri, ma non è da ripetersi – dice tra il serio e il faceto – O meglio, non tornerò a Malta, ma voglio ricominciare a viaggiare: il 12 agosto voglio andare a trovare degli amici a Taranto. Ora, però, voglio dormire un po’, a casa mia». Tutto è bene quel che finisce bene e babbo Filippo non dimentica di ringraziare ancora il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e il comando provinciale della Guardia di Finanza, in particolare il comandante provinciale di Grosseto, il colonnello Cesare Antuofermo, e l’ufficiale di collegamento del corpo a Malta: tutti si sono subito mossi, ciascuno con il proprio ruolo, per il suo Gaetano. –

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