Contenuto riservato agli abbonati

Prostituzione a Grosseto: le cinque case al centro dell'inchiesta. Interrogato l'imprenditore 

L’indagine che ha portato ai domiciliari un noto imprenditore è partita dalla segnalazione di alcuni cittadini 

GROSSETO. Interrogato dal pm Giovanni de Marco l’imprenditore grossetano di 50 anni finito agli arresti domiciliari perché ritenuto dagli investigatori responsabile di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Ad assisterlo è l’avvocato Sergio Frediani del foto di Grosseto. I carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Grosseto hanno dato esecuzione due mattine fa all’ordinanza di applicazione della misura cautelare, emessa dal gip del tribunale di Grosseto Sergio Compagnucci.

L’indagine verte su un giro di prostituzione in cinque case grossetane, partito da segnalazioni dei cittadini. «Domattina (oggi, ndr) – dice l’avvocato Frediani – il mio assistito parlerà e spiegherà la situazione al pm, cercando di far capire i motivi della propria condotta. Spero che la misura cautelare possa essere revocata».

Incensurato, a detta dell’avvocato l’imprenditore «si è reso conto di aver agito con estrema leggerezza: il suo problema è stato non aver capito che affittare a prostitute era reato, vedremo quali conseguenze emergeranno dall’interrogatorio».

La notizia dell’arresto di Valerio Carlotti ieri si è diffusa rapidamente in città, dove l’imprenditore è noto per aver gestito a lungo una pescheria in via Derna, chiusa da tempo. Attualmente era impegnato come rappresentante di materiale edile.


Parla il fratello

Massimo Carlotti, fratello di Valerio e notissimo agente immobiliare di Grosseto (la sua è un’agenzia storica di Grosseto), tiene a precisare di non avere mai intrattenuto legami professionali con lui. «Il sottoscritto Massimo Carlotti, nella mia qualità di legale rappresentante della Carlotti Tozzi Immobiliare 1988, alla luce dei recenti sviluppi dell’inchiesta che ha visto coinvolto il signor Valerio Carlotti – dice – evidenzio come quest’ultimo non abbia mai intrattenuto rapporti di collaborazione a nessun titolo con la mia società né detenga quote societarie della stessa», così fa sapere l’agente.

La mappa delle case squillo

L’indagine, coordinata dalla procura e chiamata operazione Messalina dal nome dell’imperatrice lasciva, è durata sei mesi e ha puntato a far luce su un giro di presunte “case squillo” in città, attorno a cui si sono appuntati i sospetti di molti abitanti della zona che i mesi scorsi hanno segnalato il tutto alle forze dell’ordine. A dare il via all’operazione, a maggio, è stata una famiglia che al 112 ha denunciato un giro di prostituzione in via Mascagni nel proprio condominio. L’appartamento segnalato è risultato essere nella disponibilità dell’indagato. L’indagine, nata per iniziativa dei carabinieri della sezione di polizia giudiziaria e passata al coordinamento del sostituto procuratore De Marco, ha fatto luce anche sugli altri 4 e circoscritto in tutto 5 appartamenti grossetani sempre associati a lui e nei quali è stato documentato, con indagini capillari, pedinamenti e l’impiego di tecnologie satellitari, un fitto via vai di persone che esercitavano la prostituzione. La mappa delle “case squillo” ha portato dritti in piazza de Maria, in via Mascagni, in via Trieste (due alloggi) e via Tevere. Zone centralissime perlopiù, alcune delle quali (come via Trieste e via Tevere) vicinissime a via Roma che già soffre i suoi disagi: segnalazione di degrado, aggressioni e serate turbolente.

Carlotti, secondo gli investigatori che hanno scandagliato le utenze telefoniche in uso sia a lui che a chi era dedito alle prestazioni sessuali a pagamento, avrebbe via via concesso in affitto alle prostitute (sia donne che trans) gli alloggi che erano nelle sue disponibilità, dietro compenso, e sarebbe stato ben consapevole delle attività che in essi erano esercitate. Il tariffario: circa 450 euro a settimana per una sola persona, e 550 euro a settimana per due. Secondo le indagini Carlotti avrebbe pure “vantato” di avere un’esperienza pluriennale nel settore, tanto da gestire direttamente l’intera filiera e decidere di volta in volta dove collocare chi si prostituiva, facendo da autista/accompagnatore alle case di appuntamento prescelte. Stamani sarà ascoltato dal procuratore. —