Grosseto Città aperta al fianco di Culicchi: "Futuro di innovazione, sviluppo e cultura"

La presentazione della lista (foto Agenzia Bf)

Il laboratorio coordinato da De Martis diventa una lista con Sinistra civica ecologista e Articolo 1, aperta alla società civile

GROSSETO. Il candidato sindaco del centrosinistra e del M5s, Leonardo Culicchi, può contare su una nuova lista, Grosseto Città Aperta. Anzi, più che una lista, un laboratorio politico culturale, nato nei mesi scorsi in seno al mondo della sinistra diffusa e cresciuto sull’onda dei dibattiti pubblici del gruppo Facebook che ha prodotto migliaia di interazioni. Insomma, un contenitore di idee che racchiude insieme un’anima civica – il progetto è aperto alla partecipazione e a nuovi contributi civici – e una più politica, dato che dentro ci sono Sinistra civica ecologista e Articolo 1 ma il progetto è aperto anche ad altri contributi politici.

La lista – ancora non definita, ma che punta a raccogliere 32 candidati – è coordinata da Carlo De Martis, consigliere di opposizione uscente. E confluisce nella coalizione formata anche da Pd e M5s e nata, come tengono a ribadire Culicchi e i suoi, dalla condivisione di temi e visioni maturata in cinque anni di lavoro in consiglio comunale. Ieri la presentazione alla libreria QB.


Chiari e ben definiti i punti sui quali lavorare. «Innovazione, sviluppo e cultura sono le parole chiave – spiega De Martis – sono ciò che abbiamo perso in questi anni, nei quali Grosseto è divenuta sempre più periferia rispetto a un mondo che corre e che cambia». Una comunità «ripiegata in sé stessa, uscita dai principali circuiti economici e culturali e scivolata agli ultimi posti per qualità della vita, reddito e valore aggiunto pro capite, neanche lontana parente di quella Grosseto “aperta ai venti e ai forestieri” che ci aveva trasformato da paese a città, rendendoci protagonisti di uno sviluppo impetuoso e originale».

«Vogliamo tornare a generare benessere e bellezza – dichiara Marco Giuliani di Sinistra civica ecologista – per offrire ai più giovani un luogo attrattivo e stimolante dove essere protagonisti e non meri spettatori, al quale tornare dopo i percorsi universitari e mettere a valore l’esperienza e le competenze acquisite. Vogliamo riaprire i fondi commerciali e i capannoni artigianali chiusi, realizzando un luogo dove sia facile fare impresa e nel quale la rigenerazione urbana e ambientale costituisca realmente l’asse portante per il rilancio del territorio».

Il primo atto di questo cambiamento sarà la costituzione degli Stati generali della cultura, un cantiere permanente e partecipato attraverso cui elaborare una visione di sviluppo culturale, sociale e produttivo. E proprio la “visione”, il progetto a lungo termine della Grosseto del domani, è il contributo che Grosseto Città aperta porterà in dote. Visione che, dicono dalla lista, è «quella che è mancata in questi anni, nei quali chi ha amministrato ha concentrato ogni azione e ogni risorsa sull’ordinaria amministrazione e sul piccolo consenso quotidiano». Mentre «visione è restituire alla cultura una funzione sociale, alimentare le produzioni artistiche locali, programmare eventi di respiro internazionale e portare la cultura anche fuori dai teatri e dai musei», ma anche «scommettere sull’economia grossetana e promuovere lavoro “buono”, riqualificare le aree produttive dotandole delle necessarie infrastrutture e attuare un programma di incentivi finanziari e fiscali, introdurre corsie preferenziali amministrative per l’insediamento di nuove imprese e dare reali opportunità alla manifattura d’innovazione e dei servizi avanzati alle imprese». Nel paniere anche il turismo, ma che punti su progetti di turismo lento rispettosi dell’ambiente, e la realizzazione di sistemi di accoglienza diffusa per valorizzare i borghi: Montepescali, Batignano, Istia.

Infine, un cambio di marcia di 180 gradi sulle politiche urbanistiche: stop alla cementificazione di vaste aree agricole, quelle che De Martis chiama le «villettopoli», e al progetto di sviluppare ulteriormente la città verso il mare e il Parco della Maremma – progetto vantato dal centrodestra nonostante il contesto di stagnazione demografica – ma una politica urbanistica che privilegi la rigenerazione urbana. La lista si impegna anche a stanziare un budget annuale da dedicare alla riqualificazione di una piazza per ciascun quartiere a partire da piazza Ferretti su via Roma, coinvolgendo il demanio. Proprio da qui, da tempo, si levano le proteste di abitanti e negozianti sulla sicurezza precaria. Proprio sulla cura della città, sul presidio degli spazi comuni, sulla restituzione di una dimensione vitale ai quartieri, Grosseto città aperta innesta la propria politica sulla sicurezza efficaci e durature.

«La Grosseto che intendiamo realizzare – dice Luigi D’Ambrosio di Articolo 1 – è una città che impedisce una ulteriore proliferazione della media e grande distribuzione e investe sulla rigenerazione dei quartieri, centri di aggregazione capaci di produrre socialità e restituire valore al commercio di vicinato». —

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