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Biogas, tutti assolti gli otto imputati accusati di truffa a Santa Rita

I sigilli all’impianto nel 2014

Gli ex amministratori dell’Agri Power Plus rischiavano tra i 18 e i 20 mesi, ma «il fatto non sussiste»

CINIGIANO. Tutti assolti perché «il fatto non sussiste». Dopo sette anni, 22 udienze, due sequestri (annullati dal tribunale del riesame e dalla Cassazione) dell’impianto di produzione di energia elettrica da biomasse della società Cinigiano Agri Power Plus di Santa Rita a Cinigiano, il giudice Andrea Stramenga ha pronunciato ieri la sentenza, assolvendo tutti gli otto imputati della presunta “truffa del biogas”, ovvero – secondo l’accusa – truffa aggravata per avere erogazioni pubbliche. Prescrizione, invece, per l’altro capo di imputazione, scarico non autorizzato.

Il pubblico ministero Salvatore Ferraro aveva chiesto la pena di un anno e sei mesi per Andrea Salzillo, direttore dei lavori e responsabile dell’impianto;per Giovanni Di Meo, amministratore delegato dal settembre 2012 al marzo 2014 e successivamente componente del cda; per Nicolò Marzano, presidente del cda dal marzo 2014; per Antonio Pinto e per Biagio Vallefuoco, componenti del cda di Renewex e co-amministratori di fatto della Cinigiano (tutti difesi dall’avvocato Alessandro Antichi); per Marzio Scheggi (difeso da Fabio Tavarelli e Giada Isidori) presidente della società fino all’ottobre 2013; per Alessandro Metz, del cda della Cinigiano (difeso da Franco Ciullini). Richiesta di pena più alta, ovvero un anno e otto mesi, a causa di due precedenti per Giancarlo Batignani (difeso da Stefano Del Corto del Foro di Siena) redattore della relazione tecnica relativa al Piano di miglioramento agricolo.


Secondo l’accusa la Cinigiano Agri Power Plus avrebbe percepito indebitamente incentivi economici pubblici a sostegno della produzione di energia rinnovabile poiché avrebbe usufruito di un meccanismo più remunerativo grazie a false attestazioni sull’entrata in esercizio dell’impianto prima del 31 dicembre 2012, sfruttando la mancanza di controlli e l’assenza di comunicazioni tra il Gestore dei servizi energetici (costituito parte civile con una richiesta risarcitoria di oltre 2,5 milioni di euro) e gli altri enti, in particolare la Provincia di Grosseto.

Secondo l’accusa l’impianto non era in grado di funzionare (una «attivazione farlocca», l’ha definita il pm nella requisitoria) e, una volta entrato a regime, non poteva essere alimentato con le sole biomasse prodotte dall’azienda agricola. Il pubblico ministero aveva comunque chiesto di non doversi procedere (per estinzione per prescrizione) per gli scarichi senza autorizzazione di reflui, che erano il secondo capo di imputazione e chiamavano in causa solo Salzillo, Di Meo e Marzano.

Le difese hanno invece dimostrato che l’entrata in esercizio dell’impianto era effettivamente avvenuta il 27 dicembre 2012 (nei termini previsti dal dm 18 dicembre 2008) poiché in quella data era stato effettuato il primo funzionamento dell’impianto in parallelo con il sistema elettrico, mentre l’entrata in esercizio commerciale (con la fruizione degli incentivi) era regolarmente avvenuta l’8 maggio 2013 dopo avviamento e collaudo.

Inoltre, le difese, con l’apporto tecnico dei consulenti, in particolare di Domenico Saraceno per la parte agronomica, hanno dimostrato che l’azienda agricola era in grado di produrre le quantità di biomasse necessarie.

La società, difesa da Giovanni Niccolò Antichi, è stata assolta dall’addebito di responsabilità amministrativa da reato. In conseguenza dell’assoluzione il tribunale non si è pronunciato sulla domanda di risarcimento del Gestore dei Servizi Energetici, difeso da Alessia Liistro del Foro di Roma. Motivazioni in 90 giorni.

SCHEGGI: «SOLLEVATO»

«In cuor mio l’ho mio l’ho sempre saputo perché, quando sei innocente, sai che la verità verrà a galla. Restano sette anni duri, vissuti con un’accusa di truffa addosso, che pesano tanto, sul piano personale e professionale», dice Marzio Scheggi, ex presidente della società ed ex sindaco di Cinigiano in anni precedenti al suo ingresso in Agri Power Plus. —

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