Banca Tema, si è insediato il nuovo cda: Francesco Carri resta alla presidenza

Il direttore generale Fabio Becherini indica il nuovo traguardo: «Siamo il credito cooperativo della Toscana del sud»  

GROSSETO. Con l’insediamento del nuovo consiglio d’amministrazione, la nuova Banca Tema preme il tasto “start” e si mette in carreggiata per un nuovo viaggio, ambizioso. L’istituto di credito nato dalla fusione tra le due banche di credito cooperativo di Maremma e Valdichiana – sotto gli auspici della capogruppo Iccrea banca Spa – infatti, punta a diventare un polo bancario di riferimento per l’area vasta della Toscana del Sud, fortemente insediata nelle tre province di Grosseto, Siena e Arezzo grazie a una rete di 46 sportelli, a cui se ne aggiungono altri settenelle zone contigue delle province di Perugia e Viterbo. Complessivamente 53 filiali operative su 95 Comuni, un organico composto da 364 dipendenti; 20mila soci e 74mila clienti.

«Con questo passaggio, che segue all’integrazione dei sistemi informatici – spiega il direttore generale Fabio Becherini – siamo pienamente operativi, “più grandi, più forti e più solidi” come recita il nostro slogan aziendale». Le novità sono molte. «Sostanzialmente, pur rimanendo fedeli alla nostra missione di banca di prossimità a servizio di famiglie e piccole e medie imprese, potremo contare su una diversificazione di settori e comparti economici che ci consentirà di essere meno esposti a eventuali crisi congiunturali di alcune filiere produttive. Avendo molta liquidità, con una raccolta che lo scorso anno è cresciuta del 10 per cento, e contando su 190 milioni di fondi propri (sottoposti a vigilanza) e 150 di capitale e riserve, saremo in grado di accompagnare al meglio le imprese del territorio nel percorso di uscita dalla crisi. Valorizzando le precedenti esperienze, lo faremo riorganizzandoci con servizi che seguiranno i clienti in base a dimensione e tipologia, anche attraverso servizi di consulenza avanzati per costruire insieme i progetti previsti dai piani aziendali di business».


Il cda appena insediato, composto da 13 membri, si è riunito ieri nella sede di Grosseto per deliberare le nuove cariche: Francesco Carri (presidente), Fabio Tamagnini (vice-presidente vicario), Giovanni Marcocci (vice-presidente), Valter Vincio (vice-presidente), Vincenzo Albanese, Fernando Antonio Andreini, Paolo Bittarelli, Stefano Conti, Francesco Gentili, Giuliana Lanci, Eros Nappini, Alberto Paolini, Gianfranco Venturi (consiglieri). Il Comitato esecutivo è invece composto da Eros Nappini (presidente), Stefano Conti (vice), Vincenzo Albanese, Paolo Bittarelli, Alberto Paolini.

«La “nuova” Banca Tema – sottolinea il presidente Carri – è una banca autenticamente locale, espressione della comunità di appartenenza con centri decisionali in loco. C’è grande convinzione ed entusiasmo intorno a questo progetto, sia da parte degli amministratori che dei collaboratori. Doveroso ringraziare, a nome di tutto il Cda, il direttore generale Becherini, che ha saputo coordinare in modo eccellente, con grande impegno e professionalità tutto il percorso che ha portato alla fusione».

La nuova configurazione territoriale dell’istituto di credito consentirà di diversificare e integrare i settori produttivi, da turismo e agricoltura trasversali alle tre province, al settore manifatturiero e orafo molto presente nell’aretino, a falegnameria, biomedicale e meccanico del senese. Significative le principali grandezze della nuova banca: 150 milioni di patrimonio netto di bilancio, un miliardo e 900 milioni di raccolta diretta, 500 milioni di raccolta indiretta e un miliardo e mezzo di impieghi. Numeri destinati a crescere tenuto conto delle potenzialità del territorio di operatività. «Dopo la crisi del mondo bancario cooperativo, con la scomparsa di Banca Etruria assorbita da Ubi Banca e poi da Banca Intesa, e altre concertazioni che hanno allontanato i centri decisionali – chiosa Becherini – Banca Tema è rimasta in campo e oggi è l’unico soggetto di credito cooperativo insediato in tutta la Toscana del sud. Siamo riusciti a farlo tutelando un grande patrimonio e mantenendo le persone al lavoro nelle loro comunità. Investiremo nello smart working senza sacrificare le attività di sportello: più giorni di lavoro a casa e meno in banca per chi lavora nel back-office, con una rivoluzione organizzativa che migliorerà la qualità della vita ai dipendenti». –

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