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L’ascensore precipitato dal primo piano sarà smontato e rimontato in Procura

Ieri mattina il sopralluogo dei consulenti del pm e delle difese nel palazzo di via Senegal dove rimasero ferite due donne

GROSSETO. Perché, il 27 aprile scorso, in via Senegal, quell’ascensore anziché salire e fermarsi al primo piano è precipitato nel vano garage del palazzo, facendo un volo di sei metri, con tre persone, due donne e un neonato, a bordo? La domanda posta dal sostituto procuratore Giovanni De Marco al consulente tecnico Riccardo Del Corso, troverà una risposta solo dopo l’analisi dell’impianto che comincerà nelle prossime settimane, dopo che sarà trovata una ditta per smontare l’ascensore.

È questa la prima richiesta fatta dal consulente che non analizzerà soltanto la carcassa dell’ascensore ma anche il vano nel quale è stato installato. Nessuna ipotesi è stata fatta ieri, durante il primo sopralluogo ma la scelta di iscrivere nel registro degli indagati anche il progettista e il direttore operativo della Vimec, Marco Marchetti e Gianni Passeri, fornisce già un indizio sulla direzione che la perizia potrebbe intraprendere: valutare se la causa dell’incidente vada cercata a monte, nella progettazione dell’impianto.


Per farlo però, il professor Del Corso avrà bisogno che il vano che ospita l’ascensore venga liberato dalla carcassa. Il consulente ha chiesto al pm De Marco la possibilità di avere a disposizione una stanza in Procura dove poter rimontare l’ascensore, in modo tale da poterne analizzare tutte le parti. Possibilità che sicuramente verrà concessa, per dare la possibilità al Ct e ai consulenti di parte di lavorare per ricostruire il terribile incidente nel quale due donne, mamma e figlia, sono rimaste gravemente ferite.

Del Corso ha chiesto anche agli avvocati delle due donne, Alessandro Ragazzini Fuligni e Stefano Antonelli, di poterle incontrare, per farsi raccontare – al di là di quanto già riportato in querela – quello che è accaduto quel giorno. Le due donne infatti, fin dai primi momenti hanno dichiarato di non aver sentito alcun cenno di frenata: sono precipitate nel vuoto, dopo che le porte dell’ascensore si erano chiuse.

Sono undici gli indagati per questo spaventoso incidente e sono tanti i consulenti che le parti hanno nominato. La Procura creerà un “cloud”, una sorta di archivio online condiviso con tutti gli ingegneri che prenderanno parte alla perizia per scambiarsi i documenti che di volta in volta verranno prodotti.

Il consulente della procura intanto si è preso 90 giorni di tempo per rispondere al quesito posto dal sostituto procuratore De Marco. Un quesito semplice, che però abbraccia un ampio spettro di possibilità: sapere che cosa abbia causato quel terribile incidente.

Nessuna nuova data è stata fissata: il prossimo passo infatti, sarà trovare l’azienda che dovrà smontare l’ascensore, meglio se entro la fine di luglio per cominciare così subito dopo le operazioni di analisi. –

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