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Giovane contagiato bloccato a Malta, parte il filo diretto con l’ambasciata

Gaetano Saccone, il giovane che si trova a Malta e Filippo Saccone (a sinistra) nell’ufficio del sindaco Vivarelli Colonna

Grosseto: la guardia di finanza fa un ponte con i propri contatti sull’isola, si mobilita il sindaco Vivarelli Colonna che riceve il padre 

GROSSETO. È ancora a Malta, chiuso in un appartamentino per studenti con tutti i sintomi tipici del coronavirus ma non si sente più solo né sconfortato Gaetano Saccone, il giovane ventunenne grossetano bloccato nell’isola del Mediterraneo perché positivo al Covid-19. «Ho ricevuto un sacco di chiamate – dice al Tirreno – riattaccavo e mi squillava il telefono. Stamani (ieri, per chi legge) al cellulare mi sono sentito dire, “Buongiorno, sono il sindaco”»; ovvero Antonfrancesco Vivarelli Colonna che ieri mattina ha mobilitato tutto il suo staff per Gaetano, dopo che il padre del ragazzo, Filippo Saccone, aveva lanciato un appello: «Riportatemi a casa mio figlio».

COS'È ACCADUTO


Gaetano, studente diplomato in economia aziendale, era partito il 25 maggio per Malta: per seguire un tirocinio formativo di due mesi nell’ambito del programma Erasmusplus. Aveva trovato alloggio in un condominio i di Msida, cittadina sulla costa nord-est dell’isola che a fine primavera era considerata Covid-free. Il 14 luglio si sente male. Ha la febbre a 40,2 gradi. Respira a fatica. Riesce a farsi portare al Mater Dei Hospital, ma qui non riceve le cure che si sarebbe aspettato. «Non mi dicevano una parola – è la sua testimonianza – Erano infastiditi perché non capivo la lingua, mi hanno fatto stare seduto su una sedia e io avevo i brividi di freddo, poi mi hanno detto che ero positivo al Covid e che dovevo tornarmene a casa, con le mie gambe e senza un referto in mano». Tornato nell’appartamentino, Gaetano – senza alcun servizio sanitario che monitori il suo stato di salute – comincia a contattare l’ambasciata italiana a Malta e la Farnesina, «ma i telefoni squillano a vuoto». Lancia il suo appello dalle pagine del Tirreno, poi lo fa anche il padre.

DA PALAZZO CIVICO

E così nella mattina di lunedì 19 luglio il cellulare di Gaetano squilla. È il sindaco Vivarelli Colonna, dal suo ufficio, dove ha invitato anche babbo Filippo. «Non è stato possibile fare molto – spiega il sindaco – È difficilissimo che una compagnia aerea accolga una persona contagiata da Covid e/o che lei venga rilasciata dal paese in cui si trova. Noi eravamo in apprensione per Gaetano, tant’è che stamani (il 19 luglio, per chi legge) ho messo immediatamente il mio staff, Ilenia Lauritano in particolare, all’opera: abbiamo contattato Maurizio Spagnesi, direttore del dipartimento igiene pubblica dell’ospedale Misericordia, che è stato estremamente sensibile al problema: se Gaetano fosse stato a Grosseto lo avrebbero salvaguardato tra le mura domestiche o accolto al Misericordia». Non solo: «Abbiamo inutilmente e più volte contattato l’ambasciata – dettaglia ancora il sindaco – ma senza un risultato efficace»: le linee sarebbero intasate perché i giovani italiani bloccati a Malta a causa di focolai Covid sarebbero diverse decine; ieri un primo aereo per il rimpatrio – per chi risulta negativo al test Covid – è atterrato a Roma. «Un nostro contatto si sta comunque informando – continua il sindaco – se vi siano compagnie aeree in grado di fare il servizio di trasporto che servirebbe in questa situazione: non abbiamo insomma smesso di lottare». «Mi risolleva però il fatto – dice ancora il sindaco – che ho appena parlato con Gaetano: mi è sembrato rasserenato, sensazione che mi ha confermato il padre; per quattro giorni è stato solo, adesso si sente coccolato e con le attenzioni che è giusto gli vengano date».

GDF E DIPLOMAZIA

Non solo. Ora Gaetano ha un filo diretto con l’ambasciata italiana a Malta. Può farsi sentire, direttamente, per qualunque cosa. «Ringrazio l’Ambasciata italiana a Malta – dice il padre Filippo – che si è data da fare per contattare mio figlio, per dargli sostegno e riferimenti. E ringrazio di cuore anche la guardia di finanza, e in particolare il comandante provinciale di Grosseto, il colonnello Cesare Antuofermo, e l’ufficiale di collegamento del corpo a Malta, per aver agevolato i contatti con l’ambasciata. Grazie a loro e grazie al sindaco di Grosseto Vivarelli Colonna adesso mio figlio si sente tutelato».

E ADESSO?

Gaetano è quasi frastornato da tutte queste attenzioni, ma è contento: «Adesso sanno che esisto – dice al telefono – Dall’ambasciata mi hanno spiegato che risulto nella lista degli stranieri positivi al Covid, e quindi probabilmente dovrò stare qui un altro po’, ma va meglio di prima. E mi contattano con i social un sacco di ragazze che hanno letto la mia storia sul web: una bloccata a Parigi, positiva al Covid, mi ha chiesto come ho fatto a lanciare il mio appello. Grazie a tutti». –

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