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Poste, a luglio aumentano le chiusure. «Tra ferie e turisti così non va bene»

I sindacati criticano il piano che rimodula l’operatività: riguarda 37 uffici e tre seguono ancora gli orari “da pandemia”

Giovanna Mezzana

grosseto. L’estate entra nel vivo e Poste Italiane “razionalizza” le aperture degli uffici mediante un piano che non piace ai sindacati – e che, secondo questi ultimi, scontenterà anche la clientela tradizionale a cui si aggiungono i numerosi vacanzieri.


Il ritocco

Il piano di rimodulazione degli orari riguarda 37 uffici postali della provincia di Grosseto, cioè circa il 39 per cento del totale, dato che tra Maremma e Amiata, Colline Metallifere e del Fiora, i presidi postali sono 95. Nella tabella accanto sono segnalati i giorni di chiusura a luglio (ma la razionalizzazione riguarderà anche agosto) di 31 dei 37 uffici postali: si tratta di quelli più piccoli. Con la modalità estiva, dunque, sono molte le Poste locali che resteranno chiuse il sabato mentre alcune non serviranno il pubblico il lunedì. Ci sono poi sei dei 37 uffici postali – parliamo di quelli più grandi (non elencati nella tabella), che seguono il doppio turno, e che nel mese di luglio faranno chiusure pomeridiane: per esempio, Arcidosso (venerdì 9 luglio e venerdì 16 luglio) e Porto Santo Stefano (venerdì 16 luglio).

Tre volte la settimana

I sindacati dei lavoratori postali accendono i riflettori anche su di un altro aspetto. Ci sono uffici in provincia di Grosseto che continuano a osservare gli orari che erano entrati in vigore in regime di pandemia da coronavirus: ovvero, ricevono il pubblico solo a giorni alterni. Parliamo dell’ufficio postale di Roselle (piuttosto frequentato), dell’ufficio postale di Gavorrano, e di quello di Punta Ala che, nel periodo estivo, offre un servizio essenziale e incrementa notevolmente – secondo i sindacati – operatività e numero di clienti regolarmente “frequentanti”; in affanno, poi, sarebbe anche l’ufficio postale di Istia d’Ombrone mentre la succursale di Barbanella – quartiere assai popoloso del capoluogo – continua a osservare la chiusura pomeridiana.

«Così non va»

«Ci preoccupano – osserva Luigi Ferraro di Failp-Cisal – le chiusura degli uffici in località turistiche, cioè laddove si dovrebbe potenziare il personale e invece si decide di contrarre l’offerta con inevitabili ricadute nelle restanti giornate di apertura: sarà comunque il cittadino a giudicarne gli effetti». Failp Cisal, che viaggia sulla stessa lunghezza d’onda di Confsal e Ugl, giudica negativamente il piano di rimodulazione di Poste Italiane, «soprattutto in periodo in cui il personale è già ridotto per effetto delle ferie». «Poste Italiane – aggiunge Ferraro tarda ad adeguare gli organici e a coprire il turn over con ricadute per chi lavora che finiscono per mettere in discussione persino il senso di appartenenza». Così, insomma, non va, secondo i sindacati che stigmatizzano anche la tempistica con cui Poste Italiane ha concesso un incontro da loro richiesto per un confronto sul piano di razionalizzazioni delle aperture degli uffici per luglio e agosto: «È stato accordato – informa Ferraro – il 30 giugno, ultimo giorno utile prima dell’avvio del progetto aziendale. E ciò annulla l’importanza dell’incontro convocato e la dice lunga su quanta poca attenzione rivestano le preoccupazioni sindacali e le ricadute di alcune scelte sui lavoratori». –

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