Morta a Parigi a 32 anni: la svolta nelle indagini e le lacrime a Capalbio

Sarebbero state due infermiere a travolgere e uccidere Miriam Segato. Il vicesindaco Ranieri: «La giustizia faccia il suo corso»

CAPALBIO. Sarebbero state due infermiere di 25 anni a travolgere e uccidere Miriam Segato , la trentaduenne di Capalbio che da anni si era trasferita a vivere a Parigi, dove lavorava come cameriera in un ristorante italiano. E la sera del 14 giugno, quando sono piombiate a bordo del monopattino addosso alla donna, sarebbero state ubriache: è quanto anticipato ieri dal quotidiano francese Le Parisien. Secondo fonti vicine alla Procura che sta coordinando le indagini sull’uccisione della capalbiese, le due ragazze fermate dalla polizia saranno portate davanti al magistrato entro quarantotto ore dal fermo.

Oggi quindi, o al massimo domani, potranno rispondere alle domande del giudice che potrà decidere se convalidare o meno il fermo. «Nulla e nessuno potrà restituire Miriam all’affetto della sua famiglia e dei suoi cari. Là dove venga accertata la colpevolezza delle due fermate – ha detto il vice sindaco di Capalbio Giuseppe Ranieri – dico sia giusto che la giustizia faccia il suo corso». Il provvedimento di fermo si riferisce ai reati di omicidio involontario alla guida di veicolo motorizzato aggravato dal reato di fuga: i poliziotti parigini, intervenuti subito dopo il terribile incidente, avevano tappezzato la capitale della Francia con tantissimi volantini, per chiedere collaborazione ai cittadini. E avevano anche lanciato un appello, insieme all’assessore ai Trasporti del Comune, per invitare le due ragazze a presentarsi spontaneamente. Secondo quanto riportato ieri dal quotidiano francese, le due giovani infermiere sarebbero state fermate ieri mattina dalla polizia.

La sera della tragedia, probabilmente, avevano bevuto e, dopo aver travolto Miriam, erano fuggite. Ma qualche traccia l’avevano lasciata. La sera del 14 giugno Miriam aveva finito il turno di lavoro e si era fermata a chiacchierare con alcuni colleghi e con una sua amica in una strada pedonale che costeggia la Senna. Lo schianto era stato tremendo: la capalbiese era stata rianimata per trenta minuti, poi era stata portata all’ospedale in condizioni disperate.

Ai familiari, che sono partiti immediatamente per Parigi, i medici non avevano lasciato alcuna speranza. Due giorni dopo è morta all’ospedale Pitié-Salpêtrière e la famiglia ha acconsentito all’espianto degli organi.

Capalbio ora aspetta il rientro delle ceneri di Miriam per poterla salutare per l’ultima volta. Il Comune sta pensando di dichiarare il lutto cittadino. La salma della trentaduenne dovrebbe essere cremata martedì a Parigi.—

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