Corridoio tirrenico, eterno dimenticato: il ministro nel mirino dei politici locali

Spadi (Pd): «Giovannini mantenga la promessa fatta in Parlamento». Ulmi (Lega): «Troppe parole, servono i fatti».

GROSSETO. Ancora il ministro Enrico Giovannini nel mirino di Lega e Pd, forze di governo a Roma, eppure fortemente critiche rispetto alla questione del mancato inserimento, tra le priorità dell’Esecutivo Draghi, dell’adeguamento dell’Aurelia (tra San Pietro a Palazzi e Tarquinia).

Il Tirreno ha sentito ieri a Firenze, a margine dell’assise in cui si è dibattuto anche della Tirrenica, i due consiglieri regionali espressione della Maremma: Donatella Spadi del Pd e Andrea Ulmi della Lega.


Toni perentori da parte di entrambi.

«Troppe parole sono state dette e scritte sul Corridoio tirrenico. Oggi servono solo i fatti»: sono le parole che usa Andrea Ulmi per sintetizzare il problema e la soluzione.

«Se non riusciremo a sbloccare la situazione – aggiunge – con un Governo che, di fatto, rappresenta la maggior parte delle forze politiche, sostenuto da tutti i quattro parlamentari del territorio e dai consiglieri regionali maremmani, credo non ci sarà un’altra occasione. È un allineamento astrale che dubito possa ripetersi in futuro…». Ulmi non usa giri di parole: «Con il Governo Draghi tutti abbiamo sperato che, grazie anche ai soldi del Recovery Fund, si potesse davvero giungere al traguardo. Personalmente continuo a sperarci, ma al momento, quanto meno, si sta perdendo tempo; occorre invece accelerare proprio perché il territorio ha trovato un equilibrio e un’unanimità sul progetto dell’adeguamento dell’Aurelia, che ha costi abbordabili e che può essere realizzato in tempi rapidi». Per Ulmi «la scusa del contenzioso Sat-Anas non regge, perché il 27 gennaio scorso proprio il presidente di Sat Bargone ha ribadito come la società, dal dicembre 2019, non abbia più la concessione del tratto da tra San Pietro in Palazzi a Tarquinia e che dunque ormai la competenza spetta ad Anas. Il contenzioso penso che sia economico, per i mancati guadagni che Sat avrebbe avuto dall’autostrada, ma a questo punto, cercando di interpretare il pensiero di Bargone, non avrebbe ripercussioni sulla realizzazione dell’opera da parte di Anas. Della vicenda, insieme all’onorevole Lolini, abbiamo interessato il viceministro ai trasporti Morelli e contiamo di ospitarlo presto a Grosseto, magari portando con sé buone notizie».

Anche il consigliere regionale del Pd Donatella Spadi interviene su questo tema con parole forti: «Il ministro alle Infrastrutture Giovannini mantenga la promessa fatta in Parlamento e nomini subito il nuovo commissario per il Corridoio tirrenico. Grazie alle risorse economiche messe in campo dal decreto Semplificazioni 2020 è il momento giusto per portare a termine l’opera e archiviare un annoso problema. La Toscana e i suoi cittadini, infatti, non possono più aspettare e non è giusto che su di loro ricadano ritardi e inadempienze del governo».

«La Tirrenica – prosegue Spadi – è un’arteria essenziale, in particolare per la provincia di Grosseto. Da qui passa la mobilità su gomma che unisce Genova con Roma e la Maremma con le altre città toscane. Il mancato completamento comporterà un grave danno, sia dal punto di vista della viabilità che dal punto di vista economico». In conclusione anche Spadi evidenzia i ritardi accumulati nell’ultimo mezzo secolo, «causati da mancati finanziamenti e accordi mai trovati. Adesso che gli accordi ci sono è il momento di agire. La Regione Toscana e i Comuni hanno già approvato il progetto, manca solo il commissario». —© RIPRODUZIONE RISERVATA