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Vaccini ai turisti? Con gli open day la possibilità c’è già per i toscani

A Follonica e (prenotando) a Manciano tante richieste Boldrini: folle rinviare all’autunno, serve l’immunità di gregge 

Grosseto. Mare o collina, a ognuno la sua vacanza. A tutti, però, se lo desiderano, il proprio vaccino. Purché residenti in Toscana. Mentre a livello nazionale ci si accapiglia se fornire o no il vaccino ai turisti, in Maremma, dove una larga parte dei visitatori proviene dalla Toscana, l’inizio dell’estate e l’organizzazione di open day vaccinali, sta facendo registrare un curioso fenomeno: sempre più persone da fuori provincia vengono a farsi vaccinare negli hub maremmani.

Manciano


Ne sa qualcosa Manciano dove due giorni fa ha debuttato il nuovo hub al palazzetto. I vaccinatori si sono visti arrivare intere famiglie di aretini, livornesi e fiorentini, come riferisce il Comune in una nota. In tutto 240 dosi somministrate, tra cui molte anche a giovani e, ovviamente, ai residenti, compresi il sindaco Mirco Morini e la vicesindaca Valeria Bruni.

In questo caso i non residenti hanno potuto accedere al vaccino prenotando dal portale regionale e scegliendo Manciano. Magari approfittando per farsi un giro in Maremma.

Follonica

Diverso il discorso a Follonica, dove ieri era organizzata una seduta di vaccinazioni aperte dalle 14 alle 23 per persone dai 50 anni in su con Pfizer, per un totale di 300 dosi. Come sempre, la fascia d’età è solo indicativa. Se gli ultracinquantenni che si presentano sono meno rispetto alle dosi disponibili, viene vaccinato chiunque si faccia avanti, a prescindere dall’età. E anche i turisti, residenti in regione, possono farsi vaccinare.

Non è un caso che, in questo fine settimana di vaccinazioni libere, a Follonica – località di mare – siano state destinate 300 dosi di vaccino e a Grosseto (dove l’open day si tiene oggi all’Aurelia Antica dalle 20 alle 23) ne vadano 200.

«Va detto che, quando apre un nuovo hub, è normale veder arrivare persone da fuori provincia, attirate dai posti liberi – spiega Fabrizio Boldrini, direttore della zona distretto grossetana, Colline Metallifere e Amiata grossetana, a proposito del caso di Manciano – Ricordo che, quando aprimmo il centro vaccinale a Grosseto, nei primi giorni arrivavano molte persone da fuori provincia».

«Vaccinarsi d’estate»

Eppure, nonostante la disponibilità di dosi e nonostante la pandemia non sia affatto debellata, c’è uno zoccolo duro di persone che non vuole vaccinarsi ora e rimanda all’autunno la somministrazione, convinto di essere più protetto nel periodo invernale. «Tra i sessantenni ormai abbiamo raggiunto il massimo dei vaccinati – spiega Boldrini –. Ma l’idea che “non mi vaccino d’estate perché il virus circola meno e aspetto l’inverno” è folle, oltreché egoistica. Il virus muta in un batter d’occhio e l’unica arma che abbiamo è raggiungere il prima possibile l’immunità di gregge. Se non ci arriviamo il prima possibile, a ottobre saremo punto e a capo».

Giovani in prima fila

Chi ha capito bene questo principio è la fascia più giovane della popolazione. Che, da quando ha avuto accesso al vaccino, ha preso d’assalto gli hub, anche nella prospettiva di potersi spostare liberamente una volta immune.

Proprio ieri a Follonica molti dei vaccinati sotto i 50 anni sono stati i 20-25enni, che hanno approfittato delle dosi in esubero. Come Stefano Frigillito, 22 anni, di Scarlino. «Mi ero già prenotato ma non vedevo l’ora di farlo e così sono venuto», dice al Tirreno. —

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