Picchiò un’anziana per scipparla: sconterà sei anni e otto mesi

L’uomo, 44 anni, è stato condannato al risarcimento Dovrà risarcire l’ottantaquattrenne con 15mila euro

Grosseto. Il giorno dello scippo, fu incastrato da un anello di brillanti che indossava all’anulare mentre era al volante della sua auto. Stava scappando verso casa, a Roselle, dopo aver picchiato una donna per scipparla. L’anziana, assistita dall’avvocata Simona Tripodi, era stata soccorsa e portata all’ospedale, lui invece si era allontanato dopo che un uomo e una donna lo avevano visto mentre strattonava l’ottantaquattrenne dopo averla fatta cadere. Si era messo sopra di lei, per portarle via la borsa: dentro c’erano 600 euro in contanti, un telefono cellulare e due paia di occhiali da vista oltre ai documenti e alle chiavi di casa dell’ottantaquattrenne.

Tre giorni dopo i carabinieri si erano presentati a casa di Antonio Nocera con un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice Marco Mezzaluna ed era stato portato in carcere. Giudicato con il rito abbreviato, il quarantaquattrenne è stato condannato per i reati di rapina e lesioni: dovrà scontare sei anni e otto mesi e risarcire l’anziana, che si era costituita parte civile al processo, con una provvisionale paria 15mila euro, e a rimborsare le spese processuali, per circa 2. 600 euro.


Difeso dall’avvocato Angelo Greco del foro di Siena, Nocera è ora agli arresti domiciliari in una comunità perché, come ha scritto il giudice Sergio Compagnucci nel dispositivo di sentenza, è «formulabile nei confronti dell’imputato un giudizio attuale di pericolosità».

Il quarantaquattrenne, originario di Caserta, il 16 dicembre del 2019 aveva aggredito la donna che era sul marciapiede davanti a casa sua, in via Tirso: era mezzogiorno.

L’anziana, che aveva 84 anni, aveva cercato di difendere la borsa che l’uomo stava cercando di portarle via. L’aveva strattonata, facendola cadere: poi però l’aveva scaraventata per terra e dopo averla sbattuta più e più volte per strapparle la borsa, le aveva procurato lesioni gravissime. A lungo è rimasta ricoverata all’ospedale.

Le telecamere di Targa manent lo avevano ripreso mentre era alla guida della sua Mercedes Classe A con un anello “brillante” all’anulare. Lo stesso che indossava quando i carabinieri si sono presentati nel suo appartamento del Poggio dove vive con la madre.

La prima volta che Nocera si era trovato in casa i carabinieri della sezione operativa del nucleo radiomobile della compagnia di Grosseto che lo avevano denunciato per quello scippo diventato poi rapina, tanta la violenza che aveva usato sull’anziana, il quarantaduenne aveva negato di essere stato lui a compiere quel reato così odioso. I carabinieri si erano messi subito al lavoro per trovare le ulteriori prove che avrebbero permesso al sostituto procuratore Salvatore Ferraro di chiedere l’arresto. Così è stato: l’anziana, dal suo letto d’ospedale, ha raccontato quello che era successo davanti alla sua abitazione e davanti a due testimoni che hanno riconosciuto l’uomo, scappato subito dopo con la sua Mercedes classe A. Sono stati loro a fornire altri dettagli ai carabinieri. «Aiuto, aiuto», aveva gridato l’anziana, richiamando l’attenzione delle due persone che si trovavano poco lontano: un uomo ha tentato anche di fermare l’auto sulla quale

Nocera era appena salito, senza però riuscirci. Su quell’auto era seduta la madre dell’uomo. Insieme si erano poi allontanati verso Roselle, con la borsa che l’uomo aveva strappato con così tanta violenza dalle mani della donna. «Una bestiale violenza – aveva scritto il gip nell’ordinanza – Non è tanto l’aver cercato di portare via la borsetta all’anziana, ma aver insistito così brutalmente sbattendola a terra senza pietà pur di portarle via il bottino, non lascia spazio a dubbi sul pericolo di reiterazione del reato». –

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