Mamma malata di leucemia, appello ai donatori di midollo

Ristoratore grossetano lancia dal web un sos per salvare la madre di suo figlio. Lei, dall’ospedale, racconta la sua battaglia: «Voglio tornare dalla mia famiglia»

GROSSETO. Ha lanciato un appello disperato dal suo profilo Facebook per salvare la madre di suo figlio che ha scoperto di recente di avere una leucemia. Lui è Emanuele Caselli, titolare della pizzeria Vignaccio: mai si sarebbe immaginato di ricorrere al web ma gli eventi sono precipitati e non vuole lasciare niente d’intentato per aiutarla.

Ha postato la foto della giovane donna dalla quale ha avuto un figlio, 12 anni fa, per cercarle un donatore di midollo. «Sta lottando contro questa bestia maledetta da un mese – ha scritto – condividete questo appello per aiutarla. Confido in voi». Sono state decine le persone che hanno commentato esprimendo sgomento per la notizia e mostrando solidarietà. Oltre 100 hanno condiviso il suo grido d’aiuto. Suo figlio adesso è con lui a Grosseto e aspetta che la mamma possa uscire dall’ospedale dove è ricoverata.


Lei è Francesca Ghini, 36 anni, direttrice artistica del Circo Bianco, spettacolo circense itinerante. Abita a Roma ed è madre anche di un altro bambino di tre anni. A maggio ha scoperto di avere una leucemia mieloide acuta. All’inizio sembrava che il trapianto potesse essere fatto prendendo delle sue cellule ma purtroppo così non è stato. «Mi sono già sottoposta a un ciclo di chemioterapia – racconta Francesca al Tirreno dal suo letto d’ospedale – e sto facendo la seconda. Poi uscirò, starò alcuni giorni con i miei figli e, se non sarà stato trovato un donatore, dovrò fare un terzo ciclo di chemio. Il fisico però non sappiamo come potrà reagire a simili cure».

Per questo Francesca lancia il suo appello: per trovare un donatore compatibile. Solo così la sua battaglia potrebbe essere vinta. «Le persone non sanno che possono donare – dice – che possono registrarsi in una banca dati, rivolgersi all’Admo, l’Associazione donatori midollo osseo, fare una donazione di sangue e diventare donatori. Uno di loro può salvarmi e altri possono salvare chi è malato come me».

La giovane artista vuole lanciare anche una campagna d’informazione. «I giovani non sanno che possono salvare delle vite. Nelle scuole non se ne parla, nemmeno nelle università. Io e gli altri malati dipendiamo da loro. Per donare basta avere tra 18 e 35 anni. Io stessa non sapevo che fino a un anno fa avrei potuto essere una donatrice. Peccato non essere stata informata. Adesso non posso più farlo. Non serve molto, basta fare una prelievo di sangue, pesare più di 50 chili e godere di una buona salute, il resto viene da sé. Non c’è nulla di cui avere paura».

Dal 7 maggio, quando le hanno diagnosticato la malattia, la sua vita è cambiata radicalmente. Lei però non molla. A casa ha i suoi figli che l’aspettano e sta lottando non solo per se stessa ma anche per loro. Non ha fratelli, non ha un padre e la madre cardiopatica non può donare il midollo osseo. «Spero che il mio appello – dice Francesca – possa sensibilizzare il numero maggiore di persone. Ringrazio chi ha già donato e chi vorrà farlo e lo farà. Spero di vincere la mia battaglia e che questo serva a salvare altre vite. Donate. Non abbiate paura. Potrete salvare delle vite senza nessuno sforzo».

Francesca è affaticata ma userà tutta la forza che ancora ha per urlare il suo messaggio. –

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