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Traffico di cuccioli e falsi incidenti: tra gli 11 indagati un prof e un avvocato

Smantellata una vera e propria organizzazione: emettevano ricevute per prestazioni di fisioterapia ricevute in un istituto fittizio. Gli animali venivano acquistati all’estero e messi in vendita su Internet

GROSSETO. Due diversi filoni d’inchiesta finiti in un unico fascicolo, con la presenza di persone che passavano da una parte all’altra: che oggi trafficavano cuccioli di cane dall’estero senza autorizzazione, che promettevano quattro zampe di razza sul web senza però poi consegnarli ma intascando i soldi degli acconti e dall’altra confezionavano falsi certificati, anche medici, per falsi incidenti. Sono undici i nomi iscritti nel registro degli indagati dal sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, che ha coordinato un’indagine complessa, cominciata nel settembre del 2019 e portata avanti in perfetta collaborazione dagli uomini della polizia stradale, dei carabinieri forestali e degli agenti della polizia municipale. A cinque degli indagati è stato contestato anche il reato associativo: tra questi ci sono anche un professore di educazione fisica di Grosseto, Fabrizio Carini (difeso dall’avvocato Riccardo Lottini) e un avvocato, Emiliano Pagliai, assistito dal collega Alessandro Sorace. Della banda, secondo le indagini della Procura, facevano parte anche Alessandro Lulli (difesa Lottini), Paolo Lorenzini Piperno, imprenditore, assistito dall’avvocata Silvia Tonini e Graziano Rossi, difeso da Michele Mensi. Carini, che è stato individuato dal pm come il capo della banda, era l’ideatore di tutte le truffe che sarebbero state messe in piedi dal 2014 fino al 7 maggio dell’anno scorso, giorno in cui sono scattate le perquisizioni.

Iscritti nel registro degli indagati ma senza che venisse contestato loro il reato associativo sono invece Claudio Verdi (difeso da Alessio Scheggi), Silvia Pandolfo (assistita dall’avvocata Paola Conti), Tiziana Giagnoni (assistita dall’avvocato Paolo Viviani), Luciano Pietrobono (difesa Franco Ciullini), Riccardo Dondolini, assistito dall’avvocata Giulia Gentili e Krisztian Edvard Weber, l’ungherese che forniva i cuccioli a Carini e Lulli, per portarli clandestinamente in Italia.


Truffa alle assicurazioni, traffico illegale di animali da compagnia, frodi in commercio: sono questi i reati contestati agli indagati.

L’inchiesta è cominciata nel settembre del 2019, quando l’attenzione degli investigatori si era appuntata sulle denunce di alcuni incidenti che avevano fatto venire qualche dubbio: quegli incidenti, infatti, o non erano mai avvenuti oppure le conseguenze riportate da chi vi restava coinvolto erano meno gravi di quelle denunciate alle assicurazioni. Le denunce inoltre erano corredate da fatture per prestazioni fisioterapiche rilasciate dall’associazione “Vigor Salus” che però non aveva alcuna sede operativa ma che era riconducibile a Carini e nella cui compagine sociale figuravano Lorenzini Piperno come presidente, Rossi come vice presidente e Lulli come segretario.

Probabilmente, i soldi che venivano liquidati dalle compagnie di assicurazione al sodalizio venivano utilizzati, oltre che per pagare i complici delle truffe, anche per acquistare i cani in Ungheria, dove Carini e Lulli si sono recati più volte. Durante uno di questi viaggi però, sulla loro strada hanno trovato una pattuglia della polizia stradale. Era il 5 novembre 2019 quando gli agenti fermarono la Volvo sulla quale viaggiavano i due, appena rientrati da Nova Gorica, dove avevano acquistato da Weber sei barboncini toy, un bouledogue francese e un golden retriver che furono subito sequestrati. I cuccioli avevano meno di 12 settimane ed erano stati rinchiusi nel bagagliaio. Erano affamati e infreddoliti. I poliziotti avevano fermato l’auto sulla quale viaggiavano Carini e Lorenzini Piperno dopo un sorpasso azzardato sulla Siena-Grosseto: a loro il pm Melchionna contesta anche il maltrattamento di animali.

Tanti cuccioli, di razze diverse, sono stati venduti ad ignari acquirenti, che si sono ritrovati con quattro zampe corredati da certificazioni false. Altri invece sono stati “promessi”: in diverse occasioni venivano messe su alcuni siti Internet annunci per la vendita di cuccioli. Durante la trattativa, qualche volta, Lulli e Carini, una volta anche Verdi, riuscivano a farsi versare su alcune carte ricaricabili somme per l’acconto, senza però poi consegnare gli animali promessi.

Carini dovrà rispondere anche di molestie nei confronti di un medico veterinario dell’Asl per spingerla a modificare il contenuto della relazione depositata in Procura sullo stato di salute dei cuccioli sequestrati. Insieme a Lorenzini Piperno invece, è accusato di contraffazione di altri pubblici sigilli per aver apposto un falso timbro della Procura sul certificato dei carichi pendenti, di fatto ripulendolo. Ma ci sono anche i reati di lesioni e minacce nei confronti di un uomo che lo aveva denunciato: «Te ancora non sai chi sono io, io sono un professore e ho agganci dappertutto, anche in Questura! Se non mi risolvi la cosa della mia macchina entro venerdì vengo con il fucile e ti sparo, tu non sai chi sono io, io sono matto». –

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