Focolaio sotto controllo I positivi non saranno trasferiti in struttura

arcidosso. I 74 positivi al Covid, appartenenti alla comunità di braccianti bengalesi di Arcidosso, non saranno più spostati in un’unica struttura, come ipotizzato nei giorni scorsi dal Comune e dalla prefettura. Se l’attenzione per i focolaio rimane alta, un incontro in prefettura, che c’è stato mercoledì, tra Comune, questura, guardia di finanza, carabinieri, Asl e Coeso, ha rivisto i piani.

L’amministrazione comunale e il Coeso avevano già individuato una struttura idonea ma, si legge in una nota del Comune, «nel vagliare attentamente tutte le variabili del caso, si è preso atto che al momento, stando anche ai dati sui contagi degli ultimi giorni che sono in costante diminuzione, il trasferimento non sia la soluzione migliore e più razionale».


«Tale provvedimento – dice il sindaco Jacopo Marini – non sarebbe di natura coercitiva ma avverrebbe su base volontaria col rischio fondato di un’adesione limitata e parziale». Inoltre, «trasferire decine di positivi dalle proprie case verso una struttura collettiva non è di facile gestione e non lo si fa in due giorni. Il rischio reale è che si metta in moto una macchina organizzativa molto complessa per spostare persone che tra qualche giorno si potrebbero probabilmente negativizzare: infatti dopo 21 giorni dal primo tampone positivo, in presenza di casi asintomatici, la Asl pone termine alla quarantena».

Per la Asl, dice ancora Marini, «allo stato dei fatti la gestione del focolaio è sotto controllo e non presenta particolari problematiche anche a fronte di una dislocazione delle persone contagiate che riguarda una ventina di abitazioni. I dati ci dimostrano che il focolaio è sotto controllo e che le quarantene vengono rispettate, non abbiamo registrato un’impennata di nuovi casi anche dopo lo screening di sabato che ha coinvolto oltre 80 persone».

Col supporto dell’associazione La Vettoraia, alle persone in isolamento vengono forniti vitto, medicine e altri generi di prima necessità. «Questo consente di eliminare alla fonte le necessità di uscita per i contagiati e/o dei loro conviventi – dice il direttore del Coeso Fabrizio Boldrini – Infine, le forze dell’ordine hanno garantito l’intensificarsi dei controlli sul rispetto delle quarantene non solo presso il domicilio o sui pulmini ma anche e soprattutto nei luoghi pubblici ed esercizi commerciali maggiormente frequentati dalla popolazione. —

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