Acqua torbida a Rocchette, il sindaco tranquillizza: "E' temporaneo"

Bagnanti preoccupati dopo la riprofilatura con sabbia presa vicino al porto, Farnetani: "A giorni andrà via"

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Appena pochi giorni fa è stata dichiarata una delle spiagge top d’Italia da Legambiente e Touring club italiano. La bandiera blu qui sventola da decenni, e così la bandiera verde per l’accoglienza dei bambini. Eppure alle Rocchette, uno degli angoli più belli di Castiglione della Pescaia, il mare è una poltiglia marroncina e la sabbia emana un odore poco gradevole.

In pochi giorni sono arrivate in redazione molte segnalazioni di bagnanti – turisti e residenti – infuriati per essersi rovinati la giornata al mare ma, ancor più, preoccupati per la spiaggia. Tutti puntano il dito sulla sabbia che il Comune sta portando in questa zona per rimpolpare l’arenile. «Viene dal porto, puzza, chissà che c’è dentro» è il refrain. Cosa sta succedendo? Il litorale rischia di perdere le sue acque cristalline? La sabbia è destinata a rimanere sporca? Il Tirreno ha rivolto queste domande al sindaco Giancarlo Farnetani, che ha la delega al demanio.


Da dove viene la sabbia

«Prima di tutto voglio precisare che la sabbia è assolutamente pulita – dice il sindaco –. Non proviene dal dragaggio del porto, come dicono alcuni, ma dalla spiaggetta che si trova all’imboccatura del ramo meridionale del Bruna, e in particolare dallo strato più superficiale. È una sabbia portata dalle mareggiate, che è stata sottoposta a tre analisi: ecotossicologico, chimicofisico, colorimetrico e granulometrico, questi ultimi per verificare che fosse adatta per riprofilare la spiaggia nelle aree dove l’erosione è forte. Ed è di classe A».

Perché l’acqua torbida

«L’acqua ora è torbida semplicemente perché i lavori sono recenti e la sabbia non ha fatto in tempo a sedimentarsi, a “lavarsi”. Voglio ricordare che già nel 2019 usammo quella stessa sabbia per lo stesso scopo e nessuno ebbe a dire nulla perché». In quel momento infatti non si andava ancora al mare.

Lavori in ritardo

Ma perché i lavori sono iniziati così tardi, a stagione avviata? «In generale le mareggiate ci sono fino ad aprile e, finché non finiscono, non si può fare riprofilature o ripascimenti: la sabbia sarebbe risucchiata via – spiega Farnetani – In questo caso, poi, l’intervento è stato possibile grazie a un finanziamento regionale di 670mila euro. Ma, finché non abbiamo avuto la certezza che il finanziamento entrasse, non abbiamo potuto fare le gare per far eseguire i lavori. Inoltre una ventina di giorni è servita per avere i risultati delle analisi». C’è anche un altro fattore che ha ritardato. «Il primo intervento dalla fine di via Roma è iniziato a metà maggio – dice il sindaco – poi a seguire abbiamo fatto dal Capezzòlo a Riva del Sole. Arrivati a Roccamare e Rocchette, eravamo alla vigilia del ponte del 2 giugno e gli operatori ci hanno chiesto giustamente di sospendere i lavori. Li abbiamo ripresi il 7 giugno e finiti l’11».

Effetto Scirocco

Non hanno aiutato il vento di Scirocco che, alle Rocchette, fa ristagnare il pulviscolo, né la particolare conformazione della costa, con l’insenatura delle Rocchette che frena il deflusso dell’acqua e “trattiene” il materiale sospeso.

Droni per monitorare

«Tutte le mattine – spiega ancora il sindaco – monitoriamo la situazione con un drone e stiamo vedendo che la torbidità sta gradualmente scomparendo».

Situazione temporanea

Una cosa la precisa il sindaco: «La torbidità è temporanea. Fra qualche giorno l’acqua tornerà cristallina. Sulla spiaggia, invece, nella notte tra giovedì e venerdì abbiamo fatto una vagliatura per portare via i legnetti e pulire la sabbia. Mi dispiace molto per chi ha preso le ferie proprio in questi giorni e non ha trovato l’acqua cristallina di sempre. Ma è comunque una zona circoscritta di 300 metri su quattro chilometri di costa».

Il dragaggio del porto

E, allora, la sabbia che si sta dragando dal porto? Che fine fa? «La stiamo stoccando in una zona delimitata della spiaggetta dove abbiamo precedentemente prelevato la sabbia. Lo stiamo facendo adesso perché non volevamo mischiare la sabbia prelevata dal porto e quella da usare per la riprofilatura. Mi preme dire tuttavia, che anche questa sabbia qua è stata classificata in classe A ed è solo per una scelta dell’amministrazione che non l’abbiamo usata per la riprofilatura». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA