Cascate del Londini ancora a secco: due interrogazioni

Sito senz’acqua da quando c’è l’impianto idroelettrico, Spadi (Pd) e Ulmi (Lega) chiedono lumi a Giani e a Monni 

PITIGLIANO. Due interrogazioni, una al presidente della Regione Eugenio Giani e una all’assessora all’Ambiente Monia Monni, per capire com’è possibile che, dopo la costruzione di una minicentrale idroelettrica, sia sparita l’acqua alle cascate del Londini, nel territorio di Pitigliano.

La vicenda, come noto, è stata denunciata dal sindaco Giovanni Gentili ad aprile, dopo che, terminati a marzo gli ultimi lavori collegati alla realizzazione dell’impianto idroelettrico, autorizzato dalla Regione Toscana all’azienda Programma Energia srl, nonostante le garanzie avute dal Comune in fase autorizzativa, l’acqua non scendeva più com’è sempre stato. A cascate secche, nei giorni scorsi, ha già chiesto lumi alla Regione anche il Pd.


Ricostruisce la vicenda la consigliera regionale del Pd Donatella Spadi, vicepresidente della commissione Aree interne. «Questo progetto _ dice Spadi _ avrebbe dovuto sfruttare l’energia idroelettrica a favore della comunità. Purtroppo, l’esito è stato diverso e il lavoro finale ha finito per danneggiare l’intero Comune. La società concessionaria delle Cascate avrebbe potuto costruire l’impianto a patto di lasciare invariate le caratteristiche storiche e paesaggistiche del posto. Così non è stato: i lavori, iniziati nei primi mesi del 2021, hanno danneggiato l’integrità delle Cascate, arrecato un danno importante al territorio di Pitigliano». Secondo Spadi la Regione deve intervenire tempestivamente. Per questo la consigliera ha presentato ieri un’interrogazione in consiglio regionale affinché il presidente Giani si impegni a risolvere la situazione.

E anche la Lega chiede chiarezza sulla scomparsa d’acqua alle cascate del Londini di Pitigliano, con un’interrogazione scritta all’assessora Monni presentata da Andrea Ulmi, consigliere regionale del Carroccio.

«La vicenda delle Cascate del Londini è al limite dell’assurdo – dice Ulmi –. Come consigliere regionale sono al fianco del sindaco Giovanni Gentili nel pretendere una risposta dall’assessore Monni affinché sia ripristinata la portata d’acqua in uno degli ambienti più belli che caratterizzano il circondario della Città del Tufo. La Regione sulla vicenda non è esente da responsabilità perché il sistema del controllo evidentemente non ha funzionato». Per Ulmi «la cosa che stupisce è il silenzio che viene dall’assessore Monni». Secondo Ulmi è «evidente che la responsabilità sul limitato afflusso di acqua sia conseguente ai lavori effettuati per gli impianti idroelettrici, ma la Regione che controlli ha fatto? A quanto pare l’ente controllore è stato con gli occhi chiusi ed è per questo che ritengo che la Regione abbia una responsabilità politica dovuta a un mancato controllo del rispetto del disciplinare collegato all’autorizzazione, che parla chiaro sulla tutela della risorsa idrica. E aspettiamo che anche la soprintendenza si attivi». —

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