«Formare tecnici di laboratorio una nuova chance per i giovani»

Gallotta (Cgil) suggerisce di aprire a Grosseto una sede distaccata dell’Università di Siena, per far fronte alla crescente domanda  

la proposta

Aprire a Grosseto nell’ospedale Misericordia, o in altro luogo idoneo, una sede distaccata del corso dell’Università di Siena in tecniche di laboratorio biomedico, per formare tecnici di laboratorio dei quali c’è un gran bisogno. È l’obiettivo che si è data la Funzione pubblica della Cgil grossetana.


«Attualmente nell’Area vasta Toscana sud est lavorano 270 tecnici di laboratorio, compresi quelli con contratti di lavoro a tempo determinato assunti per far fronte all’aumento degli esami dovuti anche alla pandemia di Covid-19 – spiega Salvatore Gallotta, segretario provinciale della Fp Cgil – Il turn over annuo di queste figure professionali, che saranno indispensabili anche negli anni a venire perché le varianti del Covid non saranno debellate in tempi brevi, è fra il 6 e l’8 per cento. In particolare, a Grosseto abbiamo un problema di carenza di professionalità nell’area diagnostica, che entrano per concorso ma provengono prevalentemente dal sud Italia, e quindi lasciano la nostra realtà appena trovano l’occasione di avvicinarsi a casa propria. Con problemi organizzativi evidenti».

Da questa constatazione di un dato di fatto, l’idea di promuovere l’apertura di una sede distaccata a Grosseto del corso di laurea triennale che attualmente ha sede a Siena, con otto posti, e una sede distaccata ad Arezzo, con 7.

«La laurea triennale – aggiunge Gallotta – prevede l’attribuzione di 180 crediti, 60 dei quali a seguito di tirocinio formativo. Noi abbiamo ritenuto fosse possibile aprire una sede distaccata anche a Grosseto dove, presso il Misericordia, ci sono i laboratori di tutte le specialistiche nei quali poter svolgere i tirocini. Ma soprattutto così saremmo in grado di offrire a ragazzi e ragazze della nostra realtà locale un’opportunità di formazione qualificata. Ciò avrebbe il doppio vantaggio di formare tecnici che partecipino ai concorsi della Toscana sud est, interessati a rimanere sul territorio, o in alternativa a ottenere una qualifica professionale spendibile in altre aziende sanitarie o nel mercato del lavoro privato». Le lezioni del corso universitario, peraltro, già da prima della pandemia si svolgono in parte con la modalità della teledidattica (diversa dalla Dad), come nel caso del polo di Arezzo.

«Questa operazione – dice Gallotta – sarebbe sostenibile economicamente con o la compartecipazione alle spese tra Regione Toscana e Università di Siena. Abbiamo condiviso quest’idea col dg dell’Asl Toscana sud est Antonio D’Urso, e con la direttrice del Dipartimento delle professioni tecnico sanitarie, della prevenzione e riabilitazione (19 professioni) Daniela Cardelli, e ci sembra ci siano le condizioni per procedere». —