Un altro albero crollato a Principina: «Solo fortuna se nessuno si fa male»

Un residente mostra lo stato di pericolo e degrado. «Ogni tanto cade un pino. Qualcuno intervenga con urgenza» 

Principina a mare. Un mese fa un pino è crollato addosso alla rete del suo giardino e gliel’ha sfondata (foto qui a fianco). Due sere fa un altro albero, pericolante e rinsecchito, si è abbattuto al suolo sempre di fronte a casa (due foto a lato). Tragedia sfiorata.

Siamo a Principina a mare, in pieno centro abitato: via dell’Ostrica. Vinicio Ulivieri – titolare di un’agenzia immobiliare in viale Tirreno – abita ai civici 32-34 con moglie e figli adolescenti. La sua casa è circondata da pini crollati. Ogni tanto ne precipita qualcuno. Le famiglie vivono nell’ansia.


Lunedì sera lui era da poco tornato a casa quando ha sentito l’ennesimo tonfo. «Negli ultimi 5 anni – dice – ogni anno ne casca almeno uno». Ulivieri ha paura per sé e la famiglia, e non è l’unico visto il pietoso stato della pineta, pericolosa in molte zone (incluso viale Tirreno).

Due sere fa per fortuna non passava nessuno ma è stato un caso; in queste settimane la frazione si è risvegliata dal letargo, è di nuovo popolata, negozi e case sono aperti. E in via dell’Ostrica ieri mattina era un via vai di turisti a piedi e in bici che imboccavano lo stradello verso il mare (o tornavano) sfilando accanto all’albero defunto. O meglio “alberi”. Perché lì intorno ve n’è una distesa.

«Qui – indica Ulivieri – ci sono i resti di quelli che sono precipitati nel corso degli anni. Non ultimo quello del 5 maggio che ha sfondato una recinzione di mia proprietà danneggiando anche il palo. Ho risistemato tutto a mie spese. Sono venuti i vigili del fuoco, che hanno tagliato l’albero ma hanno lasciato tutto lì, perché non era di loro competenza portar via il materiale. Certo che da allora è tutto ancora ammucchiato in terra, nessun altro è venuto e non è un bello spettacolo».

Dal 5 maggio arriviamo al 7 giugno. Un mese quasi tondo e riecco un pino che crolla a due metri dal cancello. È steso a bordo strada. Non ostruisce il passaggio ma “accompagna” in lunghezza un tratto di via dell’Ostrica lanciando messaggi inquietanti ai ciclisti. Rami e rametti secchi, distrutti in mille schegge dopo l’impatto al suolo, sono sparpagliati a terra e spazzati via dai privati.

La paura è che tutto questo succeda di nuovo da un momento all’altro. Tocca incrociare le dita. «Perché il problema è che passano di qua decine di persone al giorno» (nel momento in cui parliamo transita una madre con due bambini in bici: foto).

Percorriamo pochi metri e la situazione non migliora. Girando l’angolo, in uno spazio confinante con la recinzione travolta il 5 maggio, c’è «un altro albero secco e mezzo spuntato. Nessuno si è mai premurato di toglierlo di mezzo», lamenta Ulivieri. Poco sotto c’è una panchina di legno logora, in una giungla di rovi. In quel fazzoletto di terra c’è veramente di tutto (vedi a fianco): sterpaglie, arbusti e pezzi di pino precipitati negli anni addietro, tagliati e mai rimossi.

La pineta cade a pezzi, ha un disperato bisogno di potature «e manutenzione, controlli», sopralluoghi, monitoraggi ai fini dell’incolumità pubblica «e anche per restituire un’immagine decorosa – chiude Ulivieri – perché noi qua viviamo in mezzo agli alberi crollati e non è giusto».

Pure nel viottolo vicino a casa e che porta in via dell’Ombrina lo stato è pessimo. Altri tronchi caduti chissà quando mostrano abbondanti emissioni di resina, segno di malattia cancerosa. «Nessuno che si premuri di toglierli o che venga a controllare lo stato della pineta, che oltre che essere pericolosa offre un pessimo spettacolo». Servono interventi», prima che sia tardi. Le istituzioni battano un colpo. – © RIPRODUZIONE RISERVATA