Dalla geotermia enormi quantità di inquinanti Assessora, ci risponda

In occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente, l’assessora regionale Monia Monni ripropone il trito refrain in merito allo sviluppo della geotermia nell’ambito dell’incentivazione della produzione di energia da fonti rinnovabili, affermando che «la Toscana ha messo in campo da un paio d’anni una propria strategia di decarbonizzazione, Toscana carbon neutral 2050, che vogliamo rendere più efficace. Partendo dalla presa di coscienza dei punti di forza: in Toscana non possiamo non sottolineare l’importanza di una risorsa straordinaria come la geotermia, che copre oltre il 70 per cento dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili», considerando questa risorsa come fondamentale per la «lotta alla riduzione della Co2».

Con il suo intervento l’assessora dimostra un ben limitato livello di conoscenza delle problematiche connesse allo sfruttamento geotermico, in particolare in aree, come l’Amiata, in cui questa attività produce effetti deleteri sull’ambiente, a causa delle enormi quantità di sostanze inquinanti emesse dalle centrali, con un’incidenza nefasta proprio sull’aspetto che la Giornata mondiale dell’ambiente ha posto al centro dell’attenzione, cioè il “ripristino degli ecosistemi”: sia gli impianti esistenti che quelli attualmente in progetto, in parte autorizzati dalla Regione, sono ubicati all’interno o in prossimità di aree protette da norme regionali, nazionali ed europee finalizzate alla tutela ed alla salvaguardia della biodiversità e del paesaggio.


È l’ambiente la vera ricchezza di tutto il territorio dell’Amiata, come si evince dall’eccezionale presenza di aree protette e di eccellenze naturalistiche, ed è proprio l’ambiente nell’insieme dei suoi contenuti, ossia nel suo aspetto visivo, che disegna il paesaggio, che non ha nulla a che vedere con quello della geotermia.

Avendo a riferimento i valori medi dal 2002 al 2016 riportati nello Studio a firma Ferrara, Basosi, Parisi Data analisys of atmospheric emission from geothermal power plants in Italy (Analisi dei dati delle emissioni atmosferiche dalle centrali geotermiche italiane), pubblicato il 30 luglio 2019, si ricavano, per la produzione geotermica del 2019 pari a 6.074, 9 GWh, le emissioni di 8.140 tonnellate di acido solfidrico, 2.934.000 tonnellate di anidride carbonica, 43.132 tonnellate di metano, 7.473 tonnellate di ammoniaca, 301 tonnellate di monossido di carbonio, 12 tonnellate di anidride solforosa, 2.260 chili di mercurio, 243 chili di arsenico, 249 chili di antimonio.

Inoltre basterebbe limitarsi a una veloce lettura dei risultati dei controlli effettuati da Arpat (documento emesso a marzo 2021) sulle centrali amiatine per rendersi conto di quanto gli impianti esistenti contribuiscano all’emissione di gas a effetto serra. Nei confronti della Co2 e del metano gli abbattitori Amis sono ininfluenti, quindi la loro presenza nelle emissioni rispecchia esattamente il loro contenuto in ingresso.

L’aumento vertiginoso che si è avuto nell’ultimo anno esaminato (2019) per le centrali Bagnore 3 e Bagnore 4, del 45 per cento per la Co2 e del 35 per cento per il metano rispetto all’anno precedente rende ancora più evidente che questi impianti danno luogo a un fattore di emissione (quantità di Co2 equivalente emessa per ogni kwh di potenza prodotta) addirittura di molto superiore a quello delle centrali a carbone (per un’energia prodotta di 480mila Mwh, si ottiene un fattore di emissione di 1,27 KgCo2equiv/Kwh, rispetto a un fattore di emissione delle centrali a carbone di 0,87 KgCo2equiv/Kwh).

Ciò dimostra, in tutta evidenza, che queste centrali devono essere escluse dal riconoscimento di qualsiasi incentivo, così come rende altresì innegabile l’assoluta inadeguatezza della disposizione contenuta nella nuova legge regionale sulla geotermia (7/2019), in cui si rende obbligatoria, per le nuove centrali, la cattura di almeno il 10 per cento dell’anidride carbonica emessa.

Allora ci chiediamo: l’assessora Monni conosce questi dati? È ignorante in materia o in malafede? Il fatto è in ogni caso molto grave poiché non ci risulta che l’assessora Monni sia il presidente o un membro del consiglio di amministrazione dell’Enel o di altre società speculative del settore geotermico cui interessa solo ricevere milioni di euro dal Fondo nazionale delle rinnovabili. È un assessore regionale che dovrebbe avere a cuore la difesa dell’ambiente, delle acque, dell’ecosistema, della salute dei cittadini che vivono nei territori della Toscana e quindi anche del monte Amiata.

Più che “pontificare” da Firenze, perché non viene o si collega con i comitati di cittadini, con la nostra associazione Sos Geotermia e con la Rete nazionale Nogesi e si confronta con i dati, le informazioni e le documentazioni che abbiamo, frutto di studi di geologi, vulcanologi, professori ed esperti della materia?

Noi siamo disponibili a ogni incontro, anche in videoconferenza: le formuliamo un preciso invito in tal senso e attendiamo di conoscere la data, il luogo, le modalità e l’orario, fiduciosi che non vorrà sottrarsi, in qualità di assessora regionale all’Ambiente, a questa richiesta. —

Sos Geotermia Amiata

Rete Nazionale Nogesi