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Cinque condannati per l’uccisione del labrador Rocky

Roccastrada, l'animale fu freddato con un colpo di fucile nella cava Gessi il 17 marzo del 2018. La proprietaria del cane: "È stata fatta giustizia"

ROCCASTRADA. Cinque condannati per la morte del cane Rocky. Si è concluso ieri in tribunale a Grosseto il procedimento penale per il caso del labrador ucciso con un colpo di fucile nella cava Gessi di Roccastrada, il 17 marzo 2018. Erano cinque gli imputati, Enrico Pisani, l’uomo accusato di aver sparato al cane con un Franchi armato con una cartuccia calibro 12 a quartarola; poi Armando Colledan, Giuliano Fusi, Pietro Randazzo e Louis Alberto Tapia, che erano accusati di aver aiutato Pisani a eludere le indagini (cancellando le tracce di sangue ). Ieri mattina la giudice Laura Previti ha condannato sia l’uomo che sparò al cane che gli altri quattro che erano con lui. Sei mesi di reclusione con la condizionale per il primo, 3 mesi per gli altri imputati con pagamento delle spese processuali. Per Pisani anche il risarcimento in favore della parte civile Lac. L’avvocata dell’associazione animalista, Gabriella Capone, ha insistito sul fatto che si trattasse di un labrador, un cane docile che viene utilizzato per assistenza ai disabili, pet therapy, assistenza alle vittime di reato, come ausilio delle forze dell’ordine. Difficile pensare e ipotizzare, secondo la sua tesi, che potesse essere aggressivo e potesse nuocere a qualcuno. Per questo motivo la legale ha insistito sulla circostanza che non fosse emerso nel processo “uno stato di necessità” volto a escludere la configurabilità del reato, chiedendo la condanna degli imputati.

L’animale fu freddato con una cartuccia calibro 12, dopo essere entrato nella cava dei gessi. La carcassa fu portata all’istituto zooprofilattico, le indagini portate avanti dai carabinieri di Roccastrada. La famiglia fu sotto choc e la Lac decise di organizzare una manifestazione a Roccastrada. «Chiediamo giustizia – disse l’associazione prima di costituirsi parte civile – e la chiediamo in maniera pacifica e civile». Ora giustizia è stata fatta, secondo la proprietaria del cane Jessica Giannetti che ha affidato a Facebook il suo commento, ieri. «Oggi (ieri, ndr) dopo giorni mesi e anni, c’è un grande sole fuori, ma soprattutto dentro è stata fatta giustizia per Rocky. Grazie a tutti coloro che non ci hanno mai lasciati soli è arrivato un grande raggio di sole. Per molti lui rimarrà sempre e solo un cane. Per noi era uno di famiglia e anche qualcosa di più. Chi sa viversi intensamente il rapporto con un animale sa che è qualcosa che va oltre – spiega Jessica – Io non smetterò mai di ringraziare tutti e spero che la lezione imparata da questo nostro brutto episodio sia d’esempio per non far accadere mai più disgrazie simili». —


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