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Scomparso nel nulla dieci anni fa, la famiglia chiede di decretarne la morte

Daniele Nucci, il boscaiolo di Braccagni scomparso nel nulla nel 2011 a 47 anni

Istanza al Tribunale di Grosseto per Daniele Nucci, il boscaiolo di 47 anni che il 1° maggio 2011 fece perdere le sue tracce

BRACCAGNI. A dieci anni esatti dalla scomparsa di Daniele Nucci, la sua famiglia ha chiesto al Tribunale di Grosseto di decretarne la morte presunta. Un atto dovuto, per chiudere una vicenda che è ancora senza troppe risposte e che per la famiglia rimane una ferita che non si potrà mai risarcire.

La vicenda di Daniele Nucci, boscaiolo conosciutissimo, all’epoca 47 anni, iniziò il 1° maggio del 2011 in una giornata di festa. Nucci aveva preso il suo fucile da caccia ed era salito sul suo furgoncino Fiat Strada. Sparì così dalla circolazione in poche ore.


Per mesi le ricerche andarono avanti, ma dell’uomo, sposato con Barbara, padre di due figli, e del suo fuoristrada non si seppe più nulla per qualche anno. Una scomparsa che mise in moto un’intera provincia nei soccorsi, spinta dalla volontà degli amici, in particolare di Alessandro Martellini che non ha mai voluto credere che il suo migliore amico si era volatilizzato senza lasciare un indizio o un perché.

La battuta più estesa fu decisa per il giorno di Ferragosto a 100 giorni dalla scomparsa, con la base di partenza dal Madonnino. Martellini fece da coordinatore insieme a tutte le forze in campo: Nucci per lui era più che un amico, era un vero fratello.

L’appello fu lanciato sui social e su Facebook e raccolse un’incredibile adesione. E per organizzare al meglio la ricerca furono anche predisposte delle schede d’iscrizione, lasciate nei bar e in città: un modo per utilizzare tutte quelle persone che avevano sentito l’esigenza e il dovere di dare una mano, arrivate da tutta la provincia e oltre. Una sorta di “esercito” fra chi si presentò con il fuoristrada, in macchina e in moto, per una vera battuta senza improvvisazione ma pianificata a tavolino senza lasciare nulla al caso.

Le colline di Braccagni, Giuncarico, Castiglione della Pescaia fino a Punta Ala furono perlustrate palmo a palmo. In 130 parteciparono alle ricerche, e molti di loro nemmeno conoscevano Nucci.

Il giorno di San Lorenzo, il 15 agosto, furono i vigili del fuoco a organizzare uno straordinario lavoro di gruppo, mappando il territorio e predisponendo i movimenti dei ricercatori, Protezione civile, carabinieri, Guardia di Finanza, Forestale e Croce Rossa. Volontari arrivati anche da fuori provincia: da Cecina, Suvereto e Venturina. Alla fine c’erano 37 fuoristrada dei volontari, in aggiunta a quelli istituzionali e a cinque squadre di cinofili. Battuti i boschi a Gavorrano, Scarlino e Castiglione della Pescaia con tre postazioni allestite dai vigili.

Nel quartier generale si respirava tanta speranza, che grazie a tutte quelle persone qualcosa potesse venire fuori, una traccia o un indizio decisivo. Anche perché in quelle settimane oltre a tutta Braccagni, la voce della scomparsa di Daniele aveva fatto il giro d’Italia.

Purtroppo però anche quella battuta andò a vuoto, lasciando ancor più nella disperazione familiari, amici e volontari.

Nel 2012 poi una prima svolta: il fucile di Daniele Nucci, gli scarponi un paio di mutande e soprattutto il furgone furono avvistati accanto a tronchi d’albero di un bosco secolare. Del corpo dell’uomo però non c’era traccia. Per tutti era sembrata la conferma che la tesi del suicidio si avvalorasse.

La famiglia e gli amici più intimi hanno sempre però avuto una speranza. Fino ad oggi con la richiesta della morte presunta di Daniele Nucci e con l’iter amministrativo che si concluderà probabilmente solo fra un anno. —

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