Tutti stregati dal bambù Anche una onlus punta sulla nuova coltivazione

Massimiliano Frascino

grosseto. La provincia di Grosseto diventa crocevia di un ambizioso progetto per la cattura di anidride carbonica, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria attraverso la compensazione dell’ “impronta carbonica”. Acquistando una quota di coltivazione di bambù per assorbire le emissioni di anidride carbonica equivalente generate dalle attività umane. A promuovere l’iniziativa sono la Forever Bambù, società specializzata nella coltivazione di bambù gigante per utilizzo alimentare e industriale, e l’associazione Save Human Onlus, nata con l’obiettivo di compensare le emissioni di anidride carbonica con buone pratiche ambientali. La collaborazione fra le due realtà nasce in seguito alla presa d’atto che un bambuseto (bosco di bambù) è in grado di assorbire fino a 36 volte l’anidride carbonica di un bosco tradizionale. Forever Bambù ha già una coltivazione di 19 ettari nel comune di Civitella Paganico, e entro giugno inizierà a piantare a Castiglione della Pescaia 40 ettari di bambù gigante. Primo lotto di quello che a regime, con 110 ettari di superficie, sarà il più grande bambuseto d’Italia e d’Europa.


«In Italia – spiega Dario Maggioli, presidente di Save Human – ogni persona in un anno impatta sull’ambiente con 5. 200 kg di anidride carbonica per trasporti, rifiuti, alimentazione e stili di vita. Noi proponiamo l’acquisto per 69 euro di un lotto minimo di otto metri quadrati (detto Banca dell’ossigeno) di bambuseto della Forever Bambù, che corrispondono a 25 piante, in grado a regime di catturare 220 chilogrammi di anidride carbonica all’anno, per i prossimi cento anni. Ciclo di vita di una pianta di bambù gigante. Un modo concreto per contribuire a un pianeta migliore» . Il progetto denominato “Ambasciatori” – al quale si può accedere dal sito internet www. savehuman. it – parte con i primi 54 lotti da otto metri quadri, ai quali se ne aggiungeranno moltissimi altri via via che saranno piantumati gli altri boschi di bambù gigante. Venduti i diritti di assorbimento dell’anidride carbonica, le aree entreranno a far parte del progetto ActNow, la campagna delle Nazioni Unite della quale Forever Bambù è partner, che invita a compiere azioni individuali per la sostenibilità e la lotta ai cambiamenti climatici. Forever Bambù donerà inoltre 10 euro a Save Human per ogni lotto venduto. «Dopo essere entrati in contatto con Forever Bambù – aggiunge Maggioli – viste le qualità prodigiose del bambù gigante in termini di assorbimento della CO2, abbiamo deciso di rinunciare ad altre piante che pure hanno ottime capacità di cattura, come l’avogado, il cacao o il baobab». «Il progetto ideato con Save Human è coerente e riflette a pieno il nostro impegno etico nelle scelte strategiche – racconta Emanuele Rissone, presidente di Forever Bambù – Il vantaggio competitivo della nostra offerta poi non ha rivali: nei soli otto metri quadri a disposizione per la Banca Ossigeno Mini, ad esempio, ci saranno per i prossimi cento anni 25 piante di bambù, e soprattutto gli alberi sono in Italia, così come è in Italia un mercato di lavoro che noi garantiamo». Fra l’altro la Forever Bambù, che coltiva la pianta asiatica sia per usi alimentari che industriali – dalle bioplastiche a mobilio ed edilizia – a Paganico ha in corso una sperimentazione con la distilleria Nannoni di Priscilla Occhipinti per produrre un gin ricavato dai germogli di bambù. –

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