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Travolto e ucciso sul cantiere, altri indagati

Un’immagine del terribile incidente

Castiglione della Pescaia, la Procura potrebbe iscrivere i nomi di altre persone dopo aver valutato i profili di sicurezza adottati sulla ciclabile

GROSSETO. Per la tragedia di mercoledì mattina a Castiglione della Pescaia, potrebbero esserci presto altri nomi iscritti nel registro degli indagati. Sembra essere questa la direzione intrapresa dal sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, che ha ricevuto la relazione preliminare dei tecnici della sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl. Un atto dovuto, per consentire l’eventuale partecipazione all’autopsia che si svolgerà probabilmente la prossima settimana, quando verrà conferito l’incarico al professor Mario Gabbrielli, direttore della Medicina legale di Siena. Sarà lui a esaminare la salma dell’operaio Federico Regoli, rimasto ucciso nel terribile incidente di mercoledì mattina a Castiglione della Pescaia.

Dopo il nome del venticinquenne che era alla guida del furgone che si è schiantato contro quello della ditta per la quale lavorava l’operaio di Roccastrada, accusato di omicidio stradale, il magistrato sta valutando eventuali altri profili di responsabilità, soprattutto per quanto riguarda l’applicazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro.

Gli uomini della polizia municipale di Castiglione della Pescaia, che stanno svolgendo le indagini, probabilmente sentiranno di nuovo i colleghi dell’uomo, per ricostruire meglio la dinamica dell’incidente. Il procuratore disporrà poi le perizie tecniche, per stabilire tutti i parametri che saranno necessari a cristallizzare quello che è successo mercoledì mattina, quando Regoli stava caricando alcune transenne sul furgone. Il quarantaquattrenne è statotravolto dal furgone della ditta per la quale stava lavorando all’asfaltatura della pista ciclabile sulla strada delle Collacchie. Per stabilire la causa della morte sarà necessaria l’autopsia: per questo il pm potrebbe decidere di iscrivere altri nomi nel registro degli indagati, non per indizi chiari di colpevolezza ma per dar loro la possibilità di partecipare, anche nominando un proprio consulente, all’esame. La salma di Federico resta per ora all’obitorio dell’ospedale Misericordia dov’è stata portata mercoledì dopo il terribile incidente.

Il sostituto procuratore Melchionna aveva già ricevuto due giorni fa un’informativa preliminare con i rilievi fatti dalla polizia municipale di Castiglione della Pescaia, arrivata sul posto insieme a Croce rossa, Misericordia, carabinieri e vigili del fuoco. Oltre al sequestro dei mezzi e dell’area di cantiere, il magistrato ha già sentito il titolare della ditta che si occupa della sistemazione della pista ciclabile su incarico del Comune: ditta per la quale lavorava Federico, che era stato assunto poco più di un mese fa. — RIPRODUZIONE RISERVATA