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Operaio travolto nel cantiere, indagato guidatore del furgone

Federico Regoli, 43 anni, l’operaio morto mercoledì. A destra il cantiere della ciclabile sotto sequestro

Il 25enne è piombato col suo mezzo su un camion fermo che ha investito Regoli. Il cordoglio del vescovo e l’appello alle istituzioni per fermare le morti sul lavoro

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. C’è un primo indagato per la tragedia di Riva del Sole dove mercoledì mattina, sul cantiere per la riasfaltatura della pista ciclabile di Castiglione della Pescaia, è morto l’operaio Federico Regoli, 43 anni, di Roccastrada, padre di due bambini. Regoli è stato travolto da un furgone dello stesso cantiere che, fermo a bordo strada col muso rivolto verso Follonica, è stato colpito in pieno da un furgone Fiat Iveco carico di legna che sopraggiungeva proprio da quella direzione e che lo ha sbalzato di diverse decine di metri, facendolo piombare addosso all’operaio. Regoli probabilmente era girato di spalle e forse non si è accorto di alcunché.

Il conducente del furgone – un ragazzo di 25 anni della zona di Pian d’Alma – è formalmente indagato dalla Procura per omicidio colposo. Subito dopo l’accaduto, il giovane è stato sottoposto alle analisi tossicologiche di rito.


Il fascicolo è stato aperto dal pm Piampaolo Melchionna, che ha anche disposto l’autopsia sul corpo dell’operaio. Melchionna ha ricevuto un’informativa preliminare con i rilievi fatti dalla polizia municipale di Castiglione della Pescaia, arrivata sul posto insieme a Croce Rossa, Misericordia, carabinieri e vigili del fuoco. Oltre al sequestro dei mezzi e dell’area di cantiere, il magistrato ha sentito il titolare della ditta che si occupa della sistemazione della pista ciclabile su incarico del Comune.

Ha inoltre incaricato il servizio Sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl di compiere le verifiche di sua competenza.

Il vescovo di Grosseto, Rodolfo Cetoloni, esprime parole di cordoglio e fa giungere la sua paterna vicinanza alla famiglia di Regoli, a quanti gli volevano bene e alla comunità di Roccastrada. «Nel dolore di ogni morte, quella di un lavoratore è ancor più inaccettabile – commenta – Purtroppo anche nella nostra Toscana stiamo assistendo attoniti al ripetersi di queste tragedie che hanno portato via giovani vite, desiderose solo di fare bene il loro dovere per assicurare a sé e ai loro cari un futuro dignitoso e sicuro. Nel 2021 è inaccettabile morire sul lavoro, morire di lavoro». Riprendendo le parole del cardinale Bassetti, Cetoloni chiede alle istituzioni di affrontare e risolvere il problema delle morti sul lavoro. «Come Chiesa di Grosseto – conclude – siamo disponibili a fare la nostra parte per facilitare il dialogo tra parti datoriali, sindacati, istituzioni perché tutti insieme si possa imboccare in modo deciso la strada che ci eviti di dover nuovamente piangere altri morti».

E sulla morte di Regoli interviene anche la consigliera regionale del Pd Donatella Spadi che esprime il proprio cordoglio alla famiglia. «Nel 2021 morire di lavoro è inaccettabile. Sono soddisfatta – dice – che il consiglio regionale della Toscana abbia votato ieri la proposta di risoluzione relativa alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Adesso dovremo concentrarci a creare soluzioni efficaci e immediate». —

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