Le Rsa riaprono alle visite, dedalo di regole per entrare

Divisi da un vetro: così, finora, i famigliari hanno potuto incontrare i loro cari che vivono nelle Rsa (Foto Fiorenzo Sernacchiolo)

Grosseto. Solo su appuntamento, in luoghi areati, con mascherina e tampone negativo. Intanto alla Caravaggio di Scarlino i protocolli sono già in funzione. 

Grosseto. Le strutture che accolgono anziani, disabili e minori, in Toscana, riaprono alle visite dei familiari.

Porta la data del 19 maggio l’ordinanza numero 52 del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che permette a parenti e amici di andare a trovare i propri cari nelle residenze sanitarie assistenziali e nelle comunità che accolgono minori e disabili. Un provvedimento molto atteso, che segue di pochi giorni quello analogo emanato dal governo con le nuove modalità di accesso e uscita di ospiti e visitatori nelle strutture residenziali.


L’ordinanza regionale, tuttavia, introduce misure più restrittive rispetto alla circolare ministeriale in caso di positività di ospiti o personale, oppure se si verificano focolai tali da rendere necessario applicare le restrizioni della zona rossa nell’area in cui si trova la Rsa.

Dal canto loro, le strutture si stanno organizzando per riaprire in sicurezza e per individuare nuove modalità di accesso nel rispetto delle indicazioni nazionali e regionali.

In provincia di Grosseto sono 18 le Rsa convenzionate o gestite direttamente dalla Asl, cui si aggiungono quelle private, le residenze per autosufficienti, quella per disabili di Grosseto, i centri diurni.

Oltre un migliaio di ospiti che il Covid ha separato da familiari e amici per un tempo interminabile, costringendo a sostituire gli incontri e gli abbracci con la virtualità delle telefonate e delle videochiamate, che hanno pur sempre consentito una forma di contatto.

Sia la circolare ministeriale che l’ordinanza di Giani, rese possibili grazie alla campagna di vaccinazione partita proprio dalle Rsa, cercano di raggiungere il giusto equilibrio tra la volontà di garantire le visite in presenza e la necessaria sicurezza, in modo che il canale relazionale riprenda, si mantenga e si allarghi senza interrompersi mai più.

La ripartenza, tuttavia, ha regole precise dettate dalla circolare del ministero della Salute e dall’ordinanza regionale, «oltre alle diverse modalità che ciascuna struttura dovrà mettere in campo in base al numero di ospiti e alla disponibilità di spazio», spiega Fabrizio Boldrini, direttore della zona-distretto Area grossetana, Amiata e Colline Metallifere che raccoglie il maggior numero di residenze e di ospiti. «Per tutte, ovviamente vale la regola che l’accesso può avvenire solo su appuntamento telefonico, poiché il numero di persone ammissibili in un giorno varia a seconda delle possibilità delle strutture stesse», precisa.

Intanto si stanno organizzando anche i gestori privati, come il gruppo La Villa che in provincia di Grosseto gestisce la Rsa Caravaggio di Scarlino, tenuti ovviamente al rispetto delle stesse regole delle strutture pubbliche o convenzionate.

Un dedalo di misure complesse sotto il profilo igienico e logistico per la sicurezza degli ospiti, dei visitatori e degli operatori, nel rispetto delle quali la struttura dovrà garantire anche una programmazione degli accessi dei familiari lungo l’arco della giornata, con modalità che evitino gli assembramenti e con la norma generale di non ammettere più di due visitatori per ospite. Il contatto fisico, recita l’ordinanza regionale, «potrà avvenire in particolari condizioni di esigenze relazionali e affettive» e solo se le condizioni di sicurezza lo permettono.

Ma quali sono le regole per tornare a fare visita agli ospiti nelle strutture assistenziali? In primo luogo, parenti e amici devono presentare il certificato verde, se già stato rilasciato, o in alternativa devono presentare un certificato di guarigione da Covid entro sei mesi, oppure un certificato di vaccinazione – completa o parziale, in caso di più dosi – da almeno 14 giorni; se non c’è alcuna di queste condizioni, devono presentare l’esito negativo di tampone antigenico o molecolare, effettuato nelle precedenti 48 ore.

All’ingresso delle Rsa viene misurata la temperatura, fermo restando l’obbligo dell’uso della mascherina – preferibilmente di tipo FFP2 – e del rispetto dei protocolli di sicurezza. Le visite si dovranno tenere – preferibilmente – in luoghi aperti e, se le condizioni cliniche dell’ospite o quelle climatiche non lo permettono, le Rsa devono organizzare postazioni al chiuso, in luoghi areati e sempre nell’ottica di garantire massima sicurezza e incolumità agli ospiti. —

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