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Muore a 44 anni sul cantiere della ciclabile: la tragica carambola, i soccorsi e le indagini

La tragedia a Castiglione della Pescaia. Neoassunto, aveva 44 anni: è stato colpito dalle sponde del mezzo sul quale stava caricando alcune transenne. Il ritratto della vittima

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Una carambola fatale dopo un frontale fra due camioncini e il corpo di un operaio, Federico Regoli, 44 anni non ancora compiuti, che resta immobile lungo la pista ciclabile a poche centinaia di metri da Riva del Sole.

Ieri mattina Castiglione della Pescaia si è paralizzata, nel senso letterale del termine, quando verso le 9,30 un Fiat Iveco carico di legna proveniente da Follonica e che viaggiava verso il centro del paese, ha centrato in pieno un camion di dimensioni simili fermo al lato della carreggiata, con il muso che però guardava Follonica: l’urto, violentissimo, ha spostato proprio il veicolo in sosta all’indietro di quasi una decina di metri, colpendo l’operaio che era intento a caricare del materiale, le transenne che delimitavano l’area di cantiere.


Il corpo di Regoli è rimasto schiacciato sotto le ruote e nemmeno gli stessi colleghi di lavoro nei primi istanti si erano resi conto di quanto fosse appena successo, della tragedia che si era consumata a pochi passi da loro.

Da qualche settimana la pista ciclabile è oggetto di lavori di manutenzione e riasfaltatura, e Federico stava caricando sul camion le reti di delimitazione, proprio all’interno della stradina che costeggia la provinciale. Pochi secondi che sono diventati interminabili, finché gli altri operai si sono resi conto che il loro amico non si vedeva, dopo il terribile schianto fra i due mezzi. È bastato girare intorno al camioncino per scorgere così i piedi dell’uomo, riverso a pancia in giù incastrato sotto le ruote del mezzo.

I soccorsi, nonostante che traffico sulla provinciale, a quell’ora, non mancasse, sono stati praticamente immediati. Sul posto è intervenuta la Croce Rossa e poi i vigili del fuoco, i carabinieri, gli uomini della polizia municipale e il personale del 118 che hanno deciso di allertare l’elisoccorso Pegaso, atterrato poco lontano davanti al camping Maremma Sans Souci. Minuti frenetici, anche perché per prestare le prime cure al Regoli è dovuto intervenire un Bobcat, che ha spostato il camioncino di quel tanto, permettendo poi di intervenire con le cure: i medici hanno tentato a lungo di salvare l’uomo praticandogli il massaggio cardiaco, ma purtroppo il cuore di Federico Regoli non è più ripartito. Troppo estese le ferite alla schiena e soprattutto alla testa, riportate nel trauma. Il 44enne non ha mai ripreso conoscenza.

Il traffico è stato immediatamente bloccato e c’è voluta quasi un’ora e mezzo per trovare una soluzione al passaggio dei veicoli. Le auto sono state fatte entrare nella strada che costeggia il palasport di Casa Mora all’interno della pineta, e in qualche modo si è ricreato il movimento dei mezzi, che poi sono potuti uscire proprio aggirando il palazzetto dallo svincolo dell’ingresso degli impianti sportivi. Solo qualche decina di metri dopo il tragico incidente.

Sulla dinamica dello scontro saranno gli accertamenti dei carabinieri della stazione di Castiglione della Pescaia a fare luce. Probabilmente a determinare il frontale potrebbe essere stato un momento di distrazione da parte del conducente dell’Iveco ed anche il sole che potrebbe averlo accecato: una combinazione che forse è stata fatale per l’autista del camioncino che proveniva da Follonica, e che non ha proprio visto il mezzo fermo al bordo della carreggiata, centrandolo in pieno. Sull’asfalto, oltre ai tanti detriti, non sembrano esserci segni di frenata, per un impatto a “velocità” piena che ha causato poi la morte di Federico Regoli. Un insieme di circostanze che si sono concatenate: Federico probabilmente era girato di spalle ed è stato centrato in pieno dalle sponde del camioncino fermo, sbalzato con violenza. L’uomo non ha avuto scampo e forse non si è nemmeno accorto di nulla. Il sostituto procuratore Giampaolo Melchionna ha disposto l’autopsia e il sequestro dei mezzi oltre che del tratto di pista ciclabile dov’è avvenuta la tragedia. —



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