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All’Argentario niente Bandiera blu: i motivi dell'esclusione

La magnifica caletta della Cacciarella, a Monte Argentario

Promontorio fuorio dall’elenco. Gozzo: «La pandemia non ci aiutato». Scotto: «Perdita clamorosa» 

MONTE ARGENTARIO. Sul promontorio quest’estate non sventolerà la Bandiera Blu. Il Comune di Monte Argentario è stato escluso in blocco dall’elenco pubblicato ieri dalla Fee (Foundation for Environmental Education), l’ong internazionale che conferisce questa onorificenza alle località balneari che rispettano determinati criteri di sostenibilità.

Tra questi, ci sono livelli di raccolta differenziata su cui l’organizzazione non fa sconti ed è proprio su questa che la domanda dell’amministrazione del sindaco Franco Borghini è inciampata. La Fee prevede che per ottenere il riconoscimento venga raggiunto almeno il 40 per cento, ma il Comune si è fermato al 33 per cento.


Così, dopo quindici anni consecutivi, è costretto ad ammainare la bandiera. Immaginandoci una cartina, le Bandiere Blu nel 2021 sventoleranno solo nella zona nord della provincia, mentre a sud non ce n’è neanche una. I motivi però sono differenti.

Capalbio, ad esempio, è dai tempi di Luigi Bellumori sindaco che non partecipa al bando per l’onorificenza, che appunto è ad accesso volontario e nella Piccola Atene è rimasta impressa la convinzione che non occorra la Bandiera Blu per richiamare l’attenzione su propri lidi.

L’Argentario, invece, è stato escluso. Come da cinque lustri a questa parte ha presentato la propria candidatura, ma i parametri richiesti per l’ottenere del riconoscimento sono cambiati e ce n’è uno in particolare a cui l’Argentario non è riuscito a dare risposta. «Purtroppo tra i criteri c’è un punto che la Fee ritiene imprescindibile e che non siamo riusciti a rispettare – spiega l’assessore all’ambiente e alle politiche del territorio Gian Luca Gozzo – Ovvero il 40 per cento di raccolta differenziata. Noi arriviamo al massimo al 33. Nonostante gli sforzi e piccoli miglioramenti degli ultimi anni non siamo riusciti a mettere in moto tutte le azioni che volevamo intraprendere. Certo – prosegue Gozzo – il periodo non ci ha aiutato: con la pandemia l’attenzione dell’amministrazione si è dovuta necessariamente spostare su altre questioni. Dispiace molto però che la Bandiera Blu, che a Monte Argentario arriva già da diversi anni fa, venga negata proprio durante il nostro mandato».

Il Comune ci riproverà l’anno prossimo comunque, assicura Gozzo, nella speranza di poter dar vita a quelle politiche legate alla raccolta dei rifiuti che in questo 2021 hanno giocato un brutto scherzo per l’amministrazione. Erano ben otto le località, tra spiagge e calette, che l’Argentario poteva vantare all’interno dell’elenco delle Bandiere Blu italiane. In Maremma, era il primo Comune: Porto Santo Stefano, La Caletta, Il Moletto, La Soda, Il Pozzarello, Cala Piccola, Porto Ercole Le Viste, La Feniglia. Ma i numeri che sono costati il riconoscimento e su cui l’amministrazione è pronta a rimboccarsi le maniche non cancellano lo splendore delle coste e del mare che da sempre segnano il promontorio.

E sull’argomento va subito all’attacco Luigi Scotto, capogruppo di Argentario Il Progetto. «Con la bella stagione alle porte – dice – l’Argentario è riuscito ad aggiudicarsi il triste trofeo di destinazione turistica tra le meno preparate e più disorganizzate d’Italia. Non solo manca un piano organico di accoglienza dei flussi turistici per armonizzare le tante presenze previste con la necessità di garantire una piena fruizione del territorio in sicurezza. Ma quest’anno, a differenza degli scorsi anni, verrà a mancare nelle calette perfino la Bandiera Blu, uno degli elementi più importanti di riconoscibilità a livello internazionale, tesa ad annoverare l’Argentario come una delle mete più rinomate al mondo». Perdere questo riconoscimento, per lui, «significa sminuire agli occhi del pubblico il valore di uno dei contesti marini più belli e ricercati del globo. L’azione dell’amministrazione cittadina avrebbe dovuto essere quella di valorizzare al massimo il territorio. Perdere la Bandiera Blu, mentre altre località della provincia (alcune delle quali con minor appeal) continuano a mantenerla, è clamoroso. Ci troviamo ancora a dover parlare non solo di occasione mancata, ma di incapacità nel gestire un territorio. Per quanto ancora dovremmo sopportare questo scempio e quanto dovremo aspettare prima che qualcuno faccia un doveroso passo indietro?». —

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