«Serve una squadra competente e che sappia guidare lo sviluppo»

Francesca Amore (consigliera 5 Stelle) cita l’esempio di Bilbao cittadina con grandi criticità che diventò meta turistica privilegiata 

GROSSETO. «Bene fece il sindaco (Anton Francesco Vivarelli Colonna, ndr) dopo l’esperienza di Firenze, nel tentar di invitare l’influencer più influente del mondo in quel di Grosseto. Sarebbe stato come puntare i riflettori sulla nostra città per un po’di tempo», dice Francesca Amore (M5S).

«Magari – prosegue la consigliera – bisognerebbe chiedere al sindaco cosa le avrebbe fatto visitare alla signora, dopo il passaggio agli Uffizi. Qualche rotatoria? O i giardini rigogliosi e fioriti delle nostre meravigliose Mura. Di fatto, il giusto tentativo non è andato a buon fine e di certo, dopo le dichiarazioni pubbliche sul Ddl Zan del marito, non potrà esser rilanciato da questa amministrazione in un prossimo futuro. C’è da dire però che tentativi di “marketing territoriale” in questi anni se ne potevano fare molti, volontà e capacità permettendo. Per esempio, ricordiamo cosa decise di fare anni fa l’allora sindaco e l’allora assessore all’urbanistica della città di Bilbao in Spagna. Prendiamo ad esempio questo progetto perché le scelte lungimiranti di quell’amministrazione diventarono un caso studio sulle dinamiche urbane a livello mondiale. Siamo negli anni ’90. La città era in profonda crisi. Una situazione di difficoltà economica, degrado, inquinamento e delinquenza. “La crisi può essere un’opportunità. Per Bilbao lo è stata. il fattore fondamentale è avere un progetto strategico di lungo periodo: un piano strategico”, diceva il direttore della divisione Pianificazione e Sviluppo della società pubblica Bilbao Ria 2000. Cosa venne fatto: un investimento in cultura strutturato e duraturo nel tempo. L’architetto Frank O Gehry fu chiamato a progettare il famosissimo Guggenheim Museum. Da allora una cittadina con grandissime criticità trasversali divenne uno dei centri di interesse culturale e meta turistica privilegiata. È vero, questi sono casi rari che beneficiano di una convergenza di situazioni favorevoli: background culturale degli attori politici, situazioni momentanee e contingenti e tante altre “fortuite coincidenze”. Cosa ci auguriamo noi? Che nel prossimo quinquennio a Grosseto si possa formare una squadra di persone aperte, competenti e capaci di gestire processi complessi. Magari cominciando dal sindaco: una figura con esperienza ampia e consolidata nel campo della progettualità e dello sviluppo in ambito culturale e urbano. Ce lo auguriamo veramente». –