«Occasioni di marketing turistico che vanno assolutamente bene»

Nicola Bellini, prof di Economia e gestione delle imprese al Sant’Anna «Ho studiato il caso di Firenze. Sono segnali positivi per un territorio»  

L’ESPERTO

Nicola Bellini è professore ordinario di Economia e gestione delle imprese alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. È stato direttore dell’Istituto di ricerca sul management del turismo alla Rochelle Business School (Francia) dal 2014-2018 e direttore dell’Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana (Irpet) dal 2009 al 2011. Gli chiediamo, in termini di marketing turistico, lumi sul fenomeno Ferragni in Maremma.


«Se ripenso a quello che è successo agli Uffizi – spiega lui – quello è stato un passaggio intelligente legato allo stile, alla moda. C’è quella bella foto in cui Ferragni è davanti a Simonetta Vespucci, la Venere di Botticelli, e tutto sommato sono due personaggi che si assomigliano. La Vespucci era una ragazza diventata un po’un’icona del suo tempo: oggi sarebbe un’influencer anche lei. Queste sono occasioni che, se giocate con intelligenza e gusto, fanno parte dello strumentario di un marketing turistico moderno che va assolutamente bene. Il rischio come sempre è quello di darne una versione meno elegante, meno nobile e meno attenta alla destinazione e al territorio e che porta quindi a un turismo distratto, ovvero solo all’inseguimento della Ferragni» come fenomeno esteriore.

L’impressione, in ogni modo, è che «la Ferragni queste cose le sappia fare bene – dice il professore – L’importante è sempre il messaggio che uno veicola. In questi casi mi paiono messaggi positivi, messaggi di attenzione alla cultura del luogo, alla qualità del luogo e delle strutture. È peggio, insomma, per chi non lo fa».

Per il docente del Sant’Anna, semmai, «la cosa più sbagliata sarebbe quella di lasciar perdere, non proseguire e non dare contenuti a queste tendenze». Il punto è quello di sfruttare l’onda benefica e strutturare il tutto, consolidare e rafforzare le storie legate a questi “eventi”.

«Non serve tanto la “lapide” che ricorda il passaggio della Ferragni, ma servono i contenuti che sono emersi dal dialogo tra la Ferragni e il territorio», e che un territorio può offrire. Un marketing turistico deve appropriarsi di quelle idee che possono esser venute fuori, consolidarle e farne messaggi strutturati nel tempo». –

El. G.

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