La denuncia di #solounminuto: "Nelle strutture sanitarie niente bilance per pesare le persone con disabilità"

Ronconi chiede all’Asl e alle farmacie di comprare pedane per carrozzine e obesi: "Leso un diritto"

GROSSETO. Età, sesso, altezza, peso. L’Abc delle informazioni, da cui parte una qualsiasi valutazione della salute di una persona, sembra la cosa più semplice del mondo da procurarsi. Eppure a Grosseto e dintorni ci sono persone a cui manca un dato: non sanno quanto pesano. Anzi, non possono saperlo, non riescono a pesarsi. Insomma, non hanno una bilancia a disposizione.

Sono le persone disabili in carrozzina, oppure gli obesi impossibilitati a usare una bilancia da casa, le persone che soffrono di spasmi o tantissime altre patologie incompatibili con la misurazione del peso con gli strumenti tradizionali.


Per queste persone serve una bilancia che, tutto sommato, non ha niente di speciale: può essere una pedana un po’ più larga e capace di misurare anche stazze importanti e dove far salire la carrozzina; può avere un corrimano; può essere a forma di sedia; ci sono anche dei letti con bilancia integrata dove basta sdraiarsi.

Insomma, non si tratta di chissà quali strumentazioni sofisticate. Sono bilance piuttosto semplici e nemmeno troppo costose.

Il punto è che non ci sono, da nessuna parte, né all’ospedale né negli ambulatori dei medici, non ci sono nelle farmacie, e negli studi privati. E così molte persone non posso sapere quanto pesano. E, particolare che fa rabbrividire, sono proprio le persone più fragili, quelle che hanno più bisogno di cure, per le quali il dato sul loro peso serve per ricevere adeguate terapie.

Non è esagerato dire che si tratta addirittura di una violazione della Costituzione, che all’articolo 32 riconosce come fondamentale il diritto alla salute.

Così interpreta questa mancanza #solounminuto, il movimento dell’attivista per i diritti delle persone diversamente abili Lorella Ronconi. Che ha scritto una lettera aperta ai vertici dell’Asl Toscana sud est, al sindaco e all’assessora alle politiche sociali di Grosseto, agli studi medici associati del Comune, alle farmacie e all’Ordine dei farmacisti, al direttore del Coeso, per fare presente questo problema.

«All’ospedale Misericordia così come in molti studi medici e farmacie – scrive Ronconi – non vi è una bilancia che consenta alle persone in carrozzella di controllare il proprio peso. Sapete tutti che il diabete, le disfunzioni tiroidee e i problemi legati al controllo del peso come l’obesità sono patologie della vita invalidanti e, molto spesso, si aggiungono a un quadro clinico già caratterizzato dai problemi legati all’invalidità. Ma la platea è ancora più ampia: pensiamo alle persone che hanno poco equilibrio, a chi sta facendo un percorso riabilitativo e a chi ha piccoli disagi motori momentanei».

Insomma, tutti possono averne bisogno prima o poi. Ma intanto ci sono persone che ne hanno bisogno ora.

«Una bilancia pesapersone per carrozzina, che può essere spostata da un reparto all’altro in base alle esigenze, non è un grande sforzo – dice Ronconi – costa meno di un letto e renderebbe più leggero il lavoro dei medici e del personale coinvolto nella pesatura oltre a far sentire tutti i disabili sotto lo stesso tetto dell’articolo 3 della nostra Costituzione che non smette mai di ricordarci che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale”».

Le bilance piatte per carrozzine o in qualsiasi altro modello sono articoli presenti in tutti i cataloghi di ausili medicali.

«Se possiamo permetterci – prosegue – acquistarne una sarebbe anche una buona operazione di immagine oltre che un servizio per un’ampia platea di persone. Molto meglio e più affidabile che essere pesati “a occhio”. Vi possiamo assicurare che è davvero sconcertante per molte persone disabili portare a pesare il proprio cane dal veterinario e non saper dove andare a pesare sé stessi».

Al Tirreno Lorella Ronconi parla a cuore aperto: «Io sono anni che non mi peso – racconta – e come me tutti coloro che non possono stare in piedi, o in modo stabile, su una comune bilancia. Per un periodo sono andata da Nicchi Frutta a pesarmi: vi pare una cosa normale? Posso testimoniare che molti medici sono in grosse difficoltà, perché devono fare delle diagnosi, che sono legate anche al peso, senza avere questo dato. Insomma, qui si tratta di dignità umana».

E per dignità – e giustizia e salute dei cittadini – #solounminuto chiede «che il nostro territorio, ospedale, distretti, studi medici, farmacie e medici stessi provvedano a dotarsi di questo strumento per dare un servizio importante alla salute delle persone». —

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