Abbandonato e a rischio crollo: appello per il Castello del Belagaio

Il Cai di Grosseto lancia l’allarme sulle condizioni della fortificazione e del parco di lecci che lo circonda

ROCCASTRADA. È una delle costruzioni fortificate medievali di maggior pregio, con la sua imponente struttura che domina la vallata del Farma, costruita all’inizio del 13º secolo dalla famiglia degli Ardengheschi. Il castello del Belagaio, nel comune di Roccastrada, nell’estremo nord della provincia al confine con Siena, dà il nome alla tenuta demaniale che da Casal di Pari arriva a Torniella.

Da anni versa in condizioni di degrado, è chiuso al pubblico e a rischio crollo in alcune sezioni. Con il castello hanno bisogno di interventi conservativi la lecceta che lo circonda e parte della foresta adiacente.


A richiamare l’attenzione sulla struttura è la sezione grossetana del Cai, il club alpino italiano, che ha inviato una lettera, a firma del presidente Giovanni Talocchini, al sindaco di Roccastrada, al presidente della Provincia, al presidente della Regione, al comando dei carabinieri forestali, che gestiscono la riserva naturale.

L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica, ma soprattutto chiedere l’intervento delle istituzioni per trovare una soluzione al problema.

«Il castello, esempio tra i più antichi, suggestivi e ricchi di storia del territorio maremmano, di originario impianto medievale e di pregevoli sviluppi successivi – si legge nella lettera – è inserito all’interno della riserva naturale di popolamento animale di Belagaio, parte della più ampia riserva naturale provinciale della Val di Farma, che rappresenta a sua volta un contesto naturalistico e paesaggistico di assoluto interesse. Oggi destano grande preoccupazione lo stato di abbandono del castello, che risulta chiuso al pubblico, così come le condizioni del parco di lecci secolari che lo circonda».

Peraltro non è la prima volta che il Cai, attraverso i suoi soci, lancia l’allarme sul Belagaio. Nei mesi scorsi era stato lo speleologo e documentarista grossetano Roberto Tronconi ad avviare una campagna di sensibilizzazione attraverso la stampa e pubblicando foto sui social in cui ha ritratto l’abbandono e il degrado del castello.

«Il Cai Grosseto, da sempre attento alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio naturalistico, paesaggistico e storico del territorio provinciale – scrive Talocchini – condivide l’allarme lanciato dal proprio socio e segnala alle autorità competenti la necessità di assumere iniziative che garantiscano l’adeguata conservazione delle strutture architettoniche, ma finalizzate anche alla cura del bellissimo ambiente nel quale è inserito».

L’altro aspetto sul quale il Cai richiama l’attenzione è il rilancio della riserva naturale del Belagaio, «una splendida risorsa del territorio – scrive Talocchini – che merita di essere preservata e valorizzata per le sue straordinarie potenzialità, sia a beneficio di chi vive in Maremma, che dei turisti». —