Contenuto riservato agli abbonati

Sedici condanne per il drive in della droga in Maremma: i nomi

Droga sequestrata dai carabinieri nell’estate 2017

Pena più alta (15 anni) per due imputati, ritenuti i coordinatori del giro di spaccio nei boschi della zona sud

CAPALBIO. Sedici condanne e un’assoluzione. Sedici condanne, di cui due superiori ai 15 anni, tre ai 12, due ai 10. Così ha deciso il collegio del Tribunale di Grosseto (Laura Di Girolamo presidente, Andrea Stramenga, Marco Bilisari) al termine del processo per il cosiddetto “drive in” della droga (per lo più cocaina) nelle macchie di Capalbio, Orbetello e Magliano in Toscana svoltosi nell’aula bunker della Procura di via Monterosa.

Ieri mattina la lettura del dispositivo (motivazioni entro tre mesi), dopo che alla precedente udienza di marzo si era di fatto conclusa la discussione. Il verdetto rispetta le richieste del pm Anna Pensabene, compresa quella dell’assoluzione di Youssef El Alama, marocchino di 34 anni: non ha commesso il fatto, era accusato di aver svolto compiti di “logistica”, cioè il rifornimento di generi alimentari e il trasporto sui luoghi dello spaccio.


Le condanne più pesanti per coloro che erano stati individuati come i referenti dello spaccio nel bosco, al termine delle indagini dei carabinieri, che avevano coperto l’arco temporale dell’estate 2017. Al centro del processo c’era la comunità di stranieri che avrebbe avuto posti di responsabilità, gli italiani si sarebbero offerti per compiti di accompagnamento in auto, a uno di questi ultimi erano state contestate le funzioni di corriere.

Le pene. Said Jarmouni, 41 anni, e Moustapha Jarmouni, 33 anni, entrambi marocchini: ciascuno 15 anni, sei mesi e 66mila euro di multa. Erano ritenuti gli organizzatori e i coordinatori dell’attività illecita.

Dodici anni e sei mesi con 53.500 euro per Hicham Er Rifay, 30 anni, anche lui marocchino. Pena similare per Salah Jarmouni, 32 anni, marocchino, e Abdelhalim Jarmouni, 39 anni: per la precisione, 12 anni e 52mila euro ciascuno.

E poi:10 anni e 41.500 euro per Abderrahim Jarmouni, 29 anni, marocchino, e Said Jarmouni, 27 anni, marocchino. Nove anni, quattro mesi e 40mila euro per Jawad El Azzouzi, 35 anni, marocchino, e per Ahmed Jarmouni, 33 anni, marocchino; sei anni e otto mesi e 28.400 euro per Ivan Dominici, 34 anni, di Orbetello; sei anni e tre mesi con 26.500 euro per Said Satia, 41 anni, marocchino; sei anni e 26mila euro per Dino Bertoli, 49 anni, di Albinia; stessa pena per Mohammed Guennane, 39 anni, marocchino; quattro anni e quattro mesi per Francesco Domenichini, 55 anni, di Roccastrada, con 18.300 euro di multa; stessa pena detentiva (ma con 18mila euro di multa) per Monica Contri, 53 anni, di Grosseto.

E infine un anno, otto mesi e 5mila euro per Mortar Mansour, 43 anni, tunisino.

Ci sono poi interdizioni in perpetuo dai pubblici uffici o per cinque anni, a seconda della gravità delle posizioni. A pena espiata, El Azzouzi, Er Rifay, Guennane, nonché sette Jarmouni (Abdelhalim, Abderrahim, Ahmed, Moustapha, Salah e i due Said), Satia e Mansour dovranno essere espulsi dall’Italia.

Il collegio ha riconosciuto le attenuanti generiche a Contri, Domenichini, Bertoli e Dominici. Il processo si era aperto alla fine del 2019, dopo che al termine dell’udienza preliminare erano state definite con riti alternativi le posizioni di altri sei imputati; tre imputati erano risultati irreperibili; uno era morto nel frattempo. Complessivamente, erano 27 gli indagati al termine delle indagini condotte dai carabinieri. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA