Parco del Diversivo, sfumano (per ora) le risorse regionali per il bosco urbano

Nel cerchio rosso l’area del futuribile parco dell’ex canale del Diversivo alle cui estremità si innestano i boschi, il bosco urbano tra via Portogallo e via Senese e il bosco urbano tra via Carnicelli e l’Aurelia

Il progetto del Comune di Grosseto è arrivato 35° e Firenze per ora ne finanzia 20, ma l’assessore Megale è ottimista

GROSSETO. Dovrà aspettare, almeno per il momento, il progetto del bosco urbano sulla cui soglia avrebbe dovuto poggiarsi – a destra e a sinistra dato che i boschi in realtà sono due – il cuscino verde-cuore del futuribile parco da realizzare nell’ex alveo del canale del Diversivo. Quel parco è un progetto su cui Grosseto fantastica dal 1998, da quando l’allora sindaco Alessandro Antichi alzò il velo su quella meravigliosa idea – un maxi parco urbano nell’ex Diversivo – che era stata partorita dall’ufficio tecnico di palazzo civico. Non arriverà, però, almeno per ora, il finanziamento regionale che avrebbe dovuto dare avvio a un progetto strettamente connesso al parco vero e proprio, quello appunto del bosco urbano che vale 500mila euro.

IL GRANDE SOGNO


Era l’ottobre del 1998 quando Antichi illustrò quell’idea che si basava sul principio di ricucire con un rettangolo-cerniera verde da 192mila metri quadrati – compreso tra via Senese, via Europa, l’Aurelia, la Cittadella e le aree dei piani per insediamenti produttivi (Pip) – lo strappo che ancora divide a metà una grande porzione della città. La giunta Vivarelli Colonna ha rispolverato quell’idea con l’intenzione di realizzarla davvero, stimando un investimento da due milioni di euro per il parco. La grandiosità del progetto ha offerto il fianco alle critiche dell’opposizione, M5s e Pd, che lo valutano “da libro dei sogni”. Bello, bellissimo, ma quando mai – è l’obiezione – si realizzerà e, soprattutto, con quali risorse? Oggi l’assessore al demanio comunale Riccardo Megale risponde seraficamente che «l’obiettivo entro la fine dell’anno è quello di giungere a un progetto esecutivo (per il momento del parco c’è lo studio di fattibilità concluso, ndr) e magari lanciare l’appalto per il primo stralcio, quello che corre da via Portogallo fino a via Bulgaria». Se oggi il parco dell’ex canale di bonifica venisse realizzato, Grosseto avrebbe il suo terzo polmone verde, dopo il parco Giotto e il parco dell’Ombrone. Di tempo ne è passato dal progetto Antichi, ma nell’ottobre del ’98 non c’era una condizione che si è creata, invece, nell’ottobre 2020: ovvero, la concessione al Comune da parte della direzione regionale Toscana e Umbria dell’Agenzia del Demanio – e per sei anni – di quella grande area lungo cui correva il canale del Diversivo.

TORNIAMO A OGGI

E già nel ’98 si era vagheggiato di due boschi urbani – oggi progetto diverso rispetto al parco vero e proprio – che avrebbero dovuto sorgere alle due estremità del parco: uno tra via Portogallo e via Senese, l’altro tra via Carnicelli e l’Aurelia. La giunta Vivarelli Colonna ha tirato giù dalla soffitta anche questa idea: e ha rimesso mano al progetto virando verso la previsione di aree funzionali all’assorbimento dell’anidride carbonica: obiettivo, partecipare al bando aperto dalla Regione nel 2020 per il verde urbano nell’ambito della strategia regionale “Toscana carbon neutral”. Il 14 aprile la Regione ha reso noto i risultati dell’istruttoria: 53 sono i comuni che hanno partecipato con 55 proposte; 54 sono quelle ammissibili in graduatoria – tra cui c’è anche quella grossetana – per un contributo complessivo richiesto da 11 milioni e 400mila euro, ovvero più del doppio rispetto alla dotazione da cinque milioni di euro. Per il momento, dunque, Firenze finanzierà solo i primi venti progetti in graduatoria e tra di essi non c’è quello di Grosseto che per il doppio bosco urbano può ottenere un contributo da circa 320mila euro sui 500mila del costo totale del progetto: è infatti in 35ª posizione. La Regione comunica che «prevede di soddisfare tutte le domande ammesse» ma la realizzazione del bosco deve attendere. «Aspetteremo –comunica Megale – Sono fiducioso che la Regione voglia finanziarli tutti entro la fine del 2021». Grosseto resta in attesa, dunque. –

© RIPRODUZIONE RISERVATA