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Appassionato di bici e innamorato del borgo: Scarlino piange Marco

Barberini aveva appena 53 anni ed aveva una malattia rara. Era stato araldo nelle Carriere del 19 e uno degli animatori

SCARLINO. Il raro male che lo aveva colpito poco dopo il cinquantesimo compleanno non cancella dai ricordi l’energia e la voglia di vivere che Marco Barberini ha lasciato impresse nella mente degli scarlinesi.

Il 53enne se n’è andato nella notte tra sabato e domenica a Bologna, dove si era trasferito con la moglie da qualche anno in modo da ricevere tutte le cure di cui ormai aveva bisogno.


La notizia della sua scomparsa in paese è arrivata già ieri mattina e in molti sono stati a dedicargli un ricordo affettuoso, sia sui social che per le strade.

La famiglia Barberini è una famiglia storica a Scarlino. Hanno anche una cappella nel borgo e suo padre Mario è stato uno dei protagonisti negli anni Sessanta: è stato lui uno degli animatori del cambiamento, da paese a Comune autonomo e ha scritto anche dei libri, tra cui il “Vocabolario Scarlinese”. Marco, raccontano gli amici, aveva questa spinta propositiva impressa nel dna. «Una persona piena di vita», dicono in paese, dove ricordano anche la sua voce poderosa in occasione delle Carriere del 19, quando ricopriva il ruolo dell’araldo, leggendo l’editto che dava il via a quella che era la festa scarlinese per eccellenza.

Ma la sua voglia di vita viene ricordata anche per moltissime altre occasioni, dalle escursioni in mountain bike per i sentieri delle Bandite al Trescone, la festa organizzata alla fine di ogni anno scolastico.

«Era l’uomo del Trescone», sono i ricordi che si rincorrono nel borgo. Ma questa spinta viene fermata quando, nel 2018, gli viene diagnosticata una malattia degenerativa rarissima, che nel prenderà il sopravvento su di lui nel giro di pochi mesi, impedendogli di proseguire con molte delle attività che fino a quel momento avevano contraddistinto la sua esistenza.

L’altra notte, poi, il male ha avuto la meglio su di lui a soli 53 anni.

Da ieri i ricordi si rincorrono a Scarlino, tra quelli più recenti, quando Barberini era ormai già segnato dalla malattia, e quelli più lontani, in cui era sano e la voglia di scherzare non mancava. Michele Marchiani risale anche ai tempi della scuola, condividendo su Facebook un siparietto di diversi anni fa, rimasto nella memoria e riportato fedelmente: “Professore non la tocchi, è la mia ragazza”, e giù ridi mentre il professore, 40 anni circa orsono, lungo i corridoi dello scientifico, scuoteva il capo rassegnato per l’evidente presa per i fondelli da parte di uno dei suoi ragazzi più pestiferi e beffardi».

Altro ricordo condiviso è quello di Roberto Culatti, altro volto storico del paese. «La tua è stata una sorte davvero cattiva – scrive sul social parlando di Barberini – Ti ricordo da piccolo piccolo, già senza una mamma che ancora non camminavi. Poi la notizia delle tua malattia terribile e inesorabile. Voglio sperare che per te, nel mezzo, ci sia stata un’esistenza almeno lieta, come facevi pensare vedendoti entrare ed uscire, forte e sorridente, dalla tua casa di piazza Garibaldi».

Un sorriso che è rimasto impresso nel borgo, più forte del ricordo della malattia e degli ultimi anni. —

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