Spesa super scontata prima della chiusura: così 40 negozianti salvano i cibi invenduti

Grosseto: i commercianti smaltiscono a un terzo della cifra grazie a un’app antisprechi. Chi compra sottocosto ritira pacchi a sorpresa

GROSSETO. Alimentari o bar, pur di non sprecare i cibi invenduti, vendono sottocosto a un terzo del valore “normale”, in chiusura del negozio la sera. E per i clienti la spesa è scontatissima. A Grosseto hanno già aderito una trentina di commercianti, altri 6 se ne contano a Follonica, altri ancora nella costa sud, e ogni giorno la lista si aggiorna via web, conquistando anche alcune frazioni. Le attività si affidano pure al web in questo difficile momento di crisi; si cerca ogni strategia possibile per risalire la china.

La spesa “antispreco”, che si fa super scontata poco prima che il negozio chiuda, arriva in Maremma con un’applicazione che ha conquistato gli smartphone di buona parte d’Italia. Si chiama “Too Good To Go” e con un velocissimo ordine sul telefonino, e una carta di credito a portata di mano, consente di fare acquisti vantaggiosi e salvare parecchio cibo. L’utilità è su entrambi i fronti, consumatori e commercianti. I secondi riescono a dar via in extremis l’invenduto senza buttarlo, confezionando i cosiddetti “magic box” (buste o cartoni coi cibi rimasti) senza specificare il tipo di prodotti (il contenuto è rigorosdamente a sorpresa) e basandosi solo sugli invenduti. Il prezzo è un terzo della cifra normale (generalmente i tagli sono da 2,99, 3,99 e 4,99 euro). Dal canto loro gli utenti web, accedendo dal telefonino e geolocalizzandosi per scoprire i locali aderenti più vicini, possono navigare nell’app per vedere quale negozio quel giorno offre l’invenduto a prezzo stracciato, e scelgono il proprio sacchettino di cibo a un terzo del costo originale. A quel punto basta andare nel negozio scelto e nella fascia oraria indicata, in genere poco prima della chiusura, per ritirare il “pacco sorpresa” con la spesa scontata.

Un’iniziativa che, un po’ per volta, sta “colonizzando” decine di commercianti maremmani, che in tempi di crisi le provano tutte per risollevare le tasche. A Grosseto, solo in città, hanno aderito una trentina di negozi e pare che stia andando bene. «Il sistema funziona ed è facile – dicono i commercianti che abbiamo interpellato (interviste sotto, ndr) – Certo, non c’è da sperare di farci grandi affari, perché la roba venduta è sottocosto, però di sicuro possiamo riuscire a vendere quello che ci era avanzato». E in fondo all’anno possono essere centinaia di euro, o migliaia in più.

Il Tirreno ha fatto una piccola prova in una pizzeria al taglio. Applicazione scaricata, fase “esplorativa” delle attività disponibili quel giorno, prenotazione via app, spesa di 2,99 euro sul telefonino, con ritiro al negozio nella fascia comunicata (ore 21,30). Dentro ci sono 6 pezzi di pizza farcita, che a prezzo pieno costano 9 euro. Il negoziante sorride di gusto, appena porge il pacchetto. E chiude le saracinesche. Vale lo stesso per gli altri negozi, rosticcerie, panifici o forni che puntano a smaltire arrosti, sformati, lasagne o dolci destinati ai cassonetti o a esser portati a casa. Tutto smaltito a un terzo del costo ordinario. —

ECCO CHI ADERISCE. La lista dei negozi maremmani aderenti è fluida e si aggiorna giorno dopo giorno. Gli esercizi sono vari. Al momento se ne contano una quarantina tra bar, alimentari, rosticcerie e non solo (compare anche Tiger, che ha una sezione dedicata a cibi confezionati e leccornie).
Eccone un elenco, passibile comunque di modifiche e aggiunte a qualsiasi ora. A Grosseto ci sono il Barracuda caffè in via Monterosa, La bottega del caffè in via Oriana Fallaci, il Comix cafè in piazza san Michele, il Bar caffè di Portavecchia in piazza De Maria, Il piglio in via Svizzera, la Caffetteria pizzeria Oberdan in via Oberdan, il bar pasticceria dei Mille in via dei Mille, il Caffè Portanova in via Carducci, il bar Allegro in via Telamonio, il Cristall in viale Ombrone, L’Ancoraggio by Maradona in via Buozzi, l’Homeat in via Emilia, la pizzeria Casabona in via Oberdan, L’angolo divino in via Monterosa, il panificio Galletti in via Caro, la Pinseria Trigo in via Giuseppe Giusti, il panificio Il granaio in via Brigate Partigiane, il Chiosco in piazza Donatello, la pizzeria Edoardo in via Brigate partigiane, la pasticceria La favorita in via Scansanese, la pizzeria Kilusa in viale Ombrone, Tiger in corso Carducci, la Tavolaccia Mamma mia in via Oberdan, C’è più gusto memorie culinarie e nuovi sfizi in piazza Tripoli, la Tavola calda da Antonella in via Anna Magnani, la Bottega di Noemi in viale della Pace, La botteghina in via Tito Speri. A Marina di Grosseto il bar rosticceria Dal Pucci in via Giannutri, a Braccagni l’Antica panetteria del Braccagni. E poi a Follonica: il Panificio 3P, Dolce Aroma, Caffè Tiuna, Il cantuccino, L’Imposto, la pizzeria Atuttapansa. A Orbetello lo Sfornabontà in piazza Donatori del sangue A Porto Santo Stefano il Barlume. A Sasso d’Ombrone L’angolo dei sapori.

LE INTERVISTE. Al Comix caffè di Grosseto, in centro storico, il titolare Marco Gentili ha aderito al sistema antisprechi a settembre 2020. Come sta andando? «Bene – spiega lui – Sicuramente non è una strategia che sto adottando per far cassa, dato che vendo prodotti a un terzo del prezzo normale, però dà i suoi frutti. Più che altro lo faccio per un discorso “etico”, per non sprecare il cibo. Con questi chiari di luna dell’epidemia e con questi alti e bassi del commercio, va bene così. Ma c’è anche un ritorno di immagine. Magari un cliente che sta lontano dal centro vede la mia attività sull’app, prenota il sacchetto con il mio invenduto, pagandolo un terzo. Lo assaggia, gli piace e la volta dopo torna. Di questi tempi è importante, anche perché il mio negozio è di nicchia. Non butto nulla e attiro clienti nuovi».
Alla Bottega di Noemi, in viale della Pace, ogni giorno preparano almeno una confezione di “invenduto”, e ci sono addirittura clienti fissi che prenotano e la sera passano a ritirare il cartoccio con la cena. Quale cibo entra nella scatola? «Decidiamo in base alla giornata», quello che c’è e che avanza. Di solito è un secondo con contorno, ma anche pane, pizza, sformati o leccornie sfornate dalla chef, «cercando di far assaggiare più prodotti». È anche un modo per farsi pubblicità, per far assaporare le ricette, per far assaggiare di tutto un po’ e «far provare la nostra cucina, così se il cibo piace il cliente passa di nuovo».
Anche al Chiosco in piazza Donatello, davanti al parco Giotto, la lotta antispreco funziona. Mesi fa «mi avevano avvertito di questa app e abbiamo aderito anche noi – dice Cristina Grassi – Abbiamo 3 misure di “box”. In quella medio ci stanno 12 pezzi misti tra salato e dolce: il cliente paga 3,99 euro, arriva e ritira. Prima buttavamo la roba o la portavamo a casa, con pochi benefici per la dieta...», sorride la commerciante.
Alla Tavola calda da Antonella, in via Anna Magnani, il nuovo sistema è una specie di acchiappa-clienti, spiega Antonella Rocchetti, anche se «alcuni hanno qualche remora. C’è chi pensa che ritirare l’invenduto sia raccattare la roba avanzata, ma non è così. Sono tutti cibi freschi, ottimi, cucinati in giornata. E ai miei clienti dico: “Dateci una mano! Venite, anche in chiusura”. Specie per attività come le nostre, rosticcerie e tavole calde che sono quelle dei pasti veloci già fatti, non buttare niente ci aiuta eccome». L’attività è chiusa la domenica; il resto dei giorni lavora fino alle 20, e d’estate fino alle 22. Di questi tempi, una piccola boccata d’ossigeno. —