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Il cuore nel motore più grande al mondo ce lo mette Menoni, castiglionese doc

Una delle turbine UltraFan, il mega motore aeronautico costruito da Rolls-Royce: della costruzione dei compressori è responsabile l’ingegner Roberto Menoni

L’ingegnere guida il progetto compressori Rolls-Royce: «Ma nella mia testa c’è sempre la Maremma»

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. C’è un ingegnere di Castiglione della Pescaia al comando del progetto dei compressori del motore per aerei più grande del mondo: è Roberto Menoni, 51 anni, che supervisiona l’UltraFan della Rolls-Royce.

Dalla sua casa di Derby in Inghilterra, Menoni però ha sempre in mente la sua terra, la Maremma, e in particolare il suo paese dove torna ogni volta che può. Il progetto UltraFan lo ha portato all’onore delle cronache, anche perché il nuovo motore potrà rivoluzionare il trasporto aereo. La storia di Roberto Menoni inizia però con gli studi all’Istituto tecnico agrario Leopoldo II di Lorena di Grosseto e con la passione per il ciclismo.

Roberto Menoni


Menoni, la sua famiglia ha un vigneto a Castiglione, è vero che da piccolo sognava di diventare un ciclista professionista?

«Sì, sono nato a Grosseto da una famiglia di viticoltori Maremmani e sono cresciuto nelle campagne di Castiglione. Sono sempre stato appassionato di sport, e ho praticato ciclismo fino al livello dilettantistico internazionale e ho avuto compagni di squadra che poi sono diventati famosi ciclisti professionisti, come Francesco Casagrande e Maximilian Sciandri, e gareggiato con campioni del calibro di Michele Bartoli, Max Lelli e Mario Cipollini. Nel mio piccolo ho vinto la medaglia di bronzo al campionato Italiano su pista, oltre a vari titoli di campione Toscano. Mi sono diplomato all’istituto Agrario Leopoldo II di Lorena di Grosseto e finito le scuole superiori, ho riflettuto su quelle che erano le mie reali passioni e interessi per il futuro, e ho deciso d’iscrivermi ad Ingegneria».

La passione per i motori ha avuto dunque il sopravvento, così come la volontà di lavorare per la Rolls-Royce?

«La passione per i motori è sempre stata in me fin da bambino, quando seguivo mio padre nella pratica dei suoi hobby motoristici. Incoraggiato da un caro amico di famiglia, anche lui ingegnere aeronautico, e supportato da mio zio, ho deciso d’iscrivermi al corso di laurea in Ingeneria Aerospaziale, presso la Facoltà di Ingegneria di Pisa, e d’intraprendere il percorso che mi ha portato in Rolls-Royce. Il primo anno è stato veramente difficile, dovevo recuperare analisi matematica che non avevo studiato alle scuole superiori. Ma la motivazione che mi spingeva a farlo era troppo forte. La tesi di laurea è stata sulla propulsione aerospaziale che si è rivelata di strumentale importanza per il mio ingresso nel mondo del lavoro».

Prima di arrivare in Inghilterra ci sono state altre esperienze?

«Il mio primo lavoro è stato all’Alenia Aerospazio di Torino per due anni a progettare le strutture esterne di alcuni moduli della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Ho conosciuto tecnici straordinari e imparato il mestiere. Ho ricevuto per questo incarico un Nasa Award per il lavoro fatto su Node 2 della SSI. Ma il mio obbiettivo era la Rolls-Royce motori aeronautici. Mi sono trasferito presso la Snecma in Francia per lavorare sugli inversori di spinta dei motori RR. E dopo due anni trascorsi fra Parigi e la Normandia, ho avuto il primo contatto con il quartier generale della Rolls-Royce a Derby in Inghilterra. Fui invitato per un giorno di colloqui e da li è incominciato tutto e non ho mai smesso di crescere ed imparare».

Negli ultimi 15 anni dunque Menoni ha fatto carriera...

«Dal 2004 ad oggi ho ricoperto vari ruoli tecnici e di leadership dei progetti d’importanza crescente, fino ad arrivare ad essere il responsabile dei compressori per l’UltraFan: è il motore aeronautico più grande al mondo, con un “fan” (cioè la ventola anteriore) da piu’ di 3,5 metri di diametro. E’ il capostipite di una nuova famiglia di motori da trasporto civile per gli aerei “narrowbody” e “widebody”. Sono fiero di aver lavorato sul progetto di questo motore per il futuro, che è più efficiente e che permetterà di viaggiare in maniera più sostenibile».

Ma Castiglione della Pescaia quanto le manca?

«Sono fiero di essere maremmano e sono molto attaccato alla mia terra, che porto nel cuore dovunque vada. Mi auguro che il mio percorso serva come stimolo per le nuove generazioni che vorranno avvicinarsi allo stupendo mondo dell’ingegneria aerospaziale ed alla Rolls-Royce, questa straordinaria azienda che festeggia quest’anno il 117 anno dalla fondazione». —

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