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Grosseto, ai Crespi si faranno altri appartamenti, ma via de’ Barberi resta a fondo chiuso

L’area urbana non edificata sulla quale verrà realizzata la lottizzazione dei Crespi

La lottizzazione prevedeva la realizzazione di un collegamento con l’Aurelia Sud: la giunta ha cambiato idea

GROSSETO. Se nel 2018 la giunta del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna non avesse cambiato idea, oggi potrebbe cominciare il conto alla rovescia per la rinascita del quartiere che si snoda intorno a via de’ Barberi che invece resta – resterà – “impiccato” tra una delle rotatorie di viale Mascagni e l’Argine dell’Ombrone. Via de’ Barberi, infatti, è una strada a fondo chiuso.

AI NASTRI DI PARTENZA


Andiamo con ordine e partiamo dall’atto più recente. È del 10 aprile una determinazione dirigenziale (la n. 761 del settore entrate, patrimonio e servizi al cittadino e alle imprese) che approva la bozza di un piano che prevede la cessione gratuita di aree a favore del comune di Grosseto da parte di tre imprese grossetane che operano a vario titolo nell’edilizia: la Smirne srl, la Cerris Immobiliare srl e la Lombardi Luca & c. sas. Queste tre società sono i soggetti attuatori di un intervento previsto dal Regolamento urbanistico, per cui presentarono a suo tempo un piano attuativo adottato dall’Amministrazione comunale a ottobre 2018 e approvato a febbraio 2019. Si tratta di un piano di lottizzazione di impronta per lo più residenziale, cioè appartamenti, che dovranno essere costruiti su di un’area urbana non edificata a sud della città, delimitata dalla via Aurelia sud e dalla strada Fattoria Crespi: per rendere l’idea, è quel triangolo di terreno che, mettendosi con le spalle all’Hotel I Crespi, si apre di fronte. Committenti sono: Cerris Immobiliare srl, Smirne srl, Niccolò Rosselli Del Turco. Progettisti, gli architetti Simone e Mauro Rusci. Il piano attuativo, si diceva, è stato approvato nel febbraio 2019: la gestazione pare essere stata un po’lunga ma vista la determina del 10 aprile si desume che ci sia una convenzione per le aree da cedere al Comune. E se ne ricava dunque che il piano di lottizzazione possa essere sulla rampa di lancio che porterà all’apertura del cantiere edile.

L'OPPORTUNITÀ

Come ogni intervento urbanistico che ottiene nulla osta da un’amministrazione civica, anche la lottizzazione dei Crespi, quando venne messa su carta, portava con sé una finalità di pubblico interesse. E cioè, i soggetti attuatori dovevano realizzare una porzione del futuribile anello di circonvallazione del capoluogo che dall’Aurelia sud dovrebbe correre intorno alla città per sbucare sulla via Scansanese, progetto indicato a suo tempo dall’Amministrazione civica come l’unica vera soluzione per avere flussi di traffico diluiti. Tale finalità era doppiamente benefica: da un lato consentiva di deporre il dna per l’arteria anulare e dall’altro avrebbe permesso a via de’ Barberi di avere uno sbocco. Sia chiaro: i privati avrebbero realizzato un tratto del collegamento dall’Aurelia sud a via de’ Barberi – quello in corrispondenza della lottizzazione – mentre il resto doveva ricadere sulle spalle del Comune che presumibilmente avrebbe dovuto mettere le mani, anche ricorrendo a espropri, nel far west di orti che si apre tra la Fattoria Crespi e parallelamente all’Argine.

IL PASSO INDIETRO

Ma nel 2018 – all’atto dell’adozione del piano attuativo – la giunta cambia idea. Chiede ai privati di non realizzare più il tratto dell’anello di circonvallazione ma di risistemare la Strada Fattoria Crespi, quella che si imbocca dall’Aurelia sud per raggiungere, ad esempio, la nota pizzeria “Non solo pizza”. Il passo indietro lo si evince dalla scheda normativa del Regolamento urbanistico che dettaglia l’intervento per l’area di trasformazione Tr_04a, quella appunto dei Crespi.

NUOVE CASE

La lottizzazione Crespi dunque consentirà di rimettere a nuovo la Strada Fattoria Crespi, malmessa ma poco trafficata, e di edificare appartamenti su una superficie utile lorda di 3.651 mq; se ogni abitazione fosse di 80-90 metri quadri porterebbe a costruire tra 40 e 50 abitazioni; le intenzioni dei privati sono quelle di realizzare edilizia residenziale privata da destinare al libero mercato per il 75 per cento e di riservare il 20 per cento per all’edilizia residenziale sociale; una quota residuale ospiterebbe commercio di vicinato. –

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