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Un’ora e mezzo di attesa per il vaccino: «Anziani assiepati e chiamati a voce»

Grosseto, la rabbia della figlia di un paziente cardiopatico: «Ci vuole tempo, servono più medici e un display con i numeri»


Grosseto. Un’attesa di quasi due ore, file e assembramenti di anziani davanti al centro vaccinale Aurelia Antica, a Grosseto. È successo ieri mattina, nello stesso giorno in cui sul Tirreno è uscito l’appello di tre medici vaccinatori, in servizio proprio nello stesso centro, a rivedere l’organizzazione per evitare i rallentamenti, che hanno come conseguenza i ritardi e la fila fuori che si ingrossa.

Ieri mattina, all’Aurelia Antica si somministrava Astrazeneca alle persone tra i 70 e gli 80 anni di età. 352 i prenotati dalle 8 alle 13 e quattro medici in servizio per la procedura del consenso informato e della scheda anamnestica, ma alle 14 doveva ancora entrare l’appuntamento delle 12.30, un grossetano di 71 anni, cardiopatico, accompagnato dalla figlia.

È stata proprio lei a raccontare quello che è successo ieri, per denunciare il disagio del padre e di tante altre persone in attesa, peraltro senza la possibilità di sedersi se non in macchina, per lo più in fila fuori. «Una disorganizzazione totale – racconta la donna – con gli addetti che uscivano a chiamare il numero dell’appuntamento, in piedi su una sedia per farsi sentire. Peraltro non un numero progressivo, ma un codice che viene assegnato dal sistema nel momento della prenotazione sul portale e che arriva tramite un sms. Chi è accompagnato come mio padre può aspettare in macchina, ma chi è da solo deve rimanere vicino all’ingresso per attendere la sua chiamata e se l’appuntamento slitta, come fa a sapere di quanto è il ritardo se il numero non è progressivo? Basterebbe un display visibile a distanza e già sarebbe più facile. Ma possibile che non ci abbiano pensato? Mi rendo contro che mettere in piedi una macchina organizzativa come questa non sia semplice, ma sono mesi ormai che si vaccina e si sa che le persone anziane non vengono preparate, con la scheda riempita e il consenso pronto. Ci vuole tempo per i medici. Io non so esattamente cosa sia successo ieri e perché c’è stato tanto ritardo, dico solo che è inaccettabile far aspettare le persone anziane tutto questo tempo, senza un minimo comfort, senza sapere quanto c’è da aspettare, senza poter nemmeno andare a prendere una bottiglietta d’acqua perché non si sa quando si viene chiamati. Mio padre era furioso, anche in prospettiva di ritrovarsi tra meno di due mesi, a luglio, nella stessa situazione per fare il richiamo. Voglio sperare che nel frattempo la Asl si sia organizzata meglio», conclude la donna.

«È vero che nella sessione della mattina c’è stato da aspettare un po’ di più – ha spiegato l’azienda sanitaria – perché abbiamo dedicato maggior tempo alle persone più anziane per la valutazione anamnestica e per spiegare bene la vaccinazione. La seduta del pomeriggio è iniziata comunque regolarmente e, visto il prolungamento della seduta mattutina, con attenzione accurata alla separazione dei percorsi». —

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