Sos per lo straordinario albero di Taxus

Roccastrada. Martellucci (Pro loco) chiede aiuto per la salvaguardia di tutti gli esemplari rimasti La Regione: la pianta è già nell’elenco di quelle da tutelare, deve soltanto essere risegnalata.

Roccastrada. Che il Taxus Baccata sia un albero rarissimo e longevo è cosa risaputa. Meno noto è che un esemplare si trovi all’interno del cimitero di Torniella e che quest’ultimo, non a caso, vi sia stato costruito intorno.

La specie è velenosa in ogni sua parte (non a caso si chiama anche “Albero della morte”) e per questo riesce a raggiungere anche i duemila anni di vita. Il toponimo da sempre viene studiato in ogni suo aspetto. Tra Roccastrada e Torniella se ne contano solo una dozzina di esemplari. Non vi è traccia nel resto della Maremma e della Toscana. Quando il camposanto di Torniella fu realizzato, nel 1900, il sindaco di allora Guglielmo Bersotti, che l’aveva scoperto e riconosciuto, essendo un appassionato dendrologo, ne fece il monumento centrale del cimitero stesso. Negli anni però la penuria di spazi per le tumulazioni ha costretto il Comune di Roccastrada a infierire sulle radici della pianta, con escavazioni delle tombe sempre più prossime. Adesso le salme si trovano quasi a ridosso del tronco, fin quasi a toccarlo con le lapidi di marmo. L’incuria ha fatto il resto, al punto che l’albero – stando ad alcune segnalazioni – starebbe agonizzando, condannato anch’esso a perire.


Giorgio Martellucci, presidente Pro loco locale e animatore dei Roccastradini nel Mondo, oltre che vicepresidente di una sezione di Legambiente in Veneto, ha scritto a Legambiente Grosseto, perché aiuti la comunità nella salvaguardia di questa pianta monumentale. L’obiettivo finale è quello di valorizzare le pochissime piante di Taxus Baccata rimaste nel territorio, uniche in Maremma e in Toscana. Agli Usi Civici e al Comune è stato chiesto di monitorarle, georeferenziarle e inserirle nell’elenco delle piante monumentali. Le dimensioni del tronco dell’albero del cimitero – circa 50 cm di diametro (il Taxus baccata cresce di frazioni di millimetro all’anno) fa presumere che l’albero sia plurisecolare, così come quelli della Sequentina, che addirittura potrebbero risalire a 1500-2000 anni fa. Occorre, però, uno studio di esperti, che diano indicazioni anche rispetto a eventuali potature. «Non è ridotto bene, nonostante la mole – commenta Paolo Stefanini, dipendente della Regione Toscana proprio in questo settore, di fronte alla foto pubblicata su Facebook – ma rassicuro sul fatto che la pianta è già inserita nell’elenco redatto dalla Provincia di Grosseto a suo tempo come albero da tutelare, ai sensi del Ptc. Ora il Comune, stando a nuove disposizioni, dovrebbe risegnalarlo alla Regione… Basta fare una scheda e spedirla». —

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