Da top manager a Milano a pescatore: per Fabrizio si avvera il sogno di bambino

Arpino, 42 anni, era direttore della multiservizi di famiglia, ma nel cuore aveva il mare e ora ha aperto una pescheria 

GROSSETO. Fino a qualche anno fa Fabrizio Arpino, 42 anni, originario di Roma, la mattina si alzava e, giacca e cravatta, andava in ufficio nella grande azienda multiservizi di famiglia, con sede a Milano. La sua giornata si svolgeva tra mille impegni, riunioni, pianificazioni. Fabrizio era infatti direttore tecnico della società e si occupava di gestire 120 addetti alle pulizie per il Policlinico. Un manager in carriera, una brillante carriera, per di più.

Ma quell’ufficio, quella scrivania, quella cravatta gli sono sempre andati stretti. Fabrizio sognava il mare, la brezza, la pesca.


«Io? Quando da bambino mi chiedevano cosa volevo fare da grande rispondevo subito e senza esitazione: voglio fare il pescatore», racconta. Non il manager di una multinazionale della pesca, no. Proprio il pescatore, quello che al tramonto esce con la sua barca a calare le reti, che la mattina si alza presto per andarle a tirare su, sole o pioggia, caldo o freddo che sia. E il sogno dei sogni era venderlo, quel pesce pescato con le sue mani, in un negozio tutto suo. «Sì – sorride – sono sempre stato la pecora nera della famiglia».

Ed eccolo, Fabrizio Arpino, sorridente dietro la mascherina, al bancone della sua pescheria in viale Telamonio 15.

Il negozio lo ha appena aperto e lo ha chiamato semplicemente “Pescheria del pescatore”. Perché scorfani, triglie, polpi, mazzancolle e quant’altro, tutte le bontà del mare le pesca lui, con la sua barca.

«Be’, quando c’è bisogno lo prendo all’asta – precisa – ma l’idea che ho in mente è di vendere il pesce mio, che tiro su con le reti la mattina con la mia barca a Porto Ercole».

A forza di trasferte tra Roma e Milano, infatti, Fabrizio si è innamorato dell’Argentario. E qui a Porto Ercole ha cominciato ad andare per mare. «Fino al 2012 ho avuto un diving – racconta – e anche ora accompagno i sub d’estate». Una passione per il mare che profonda come gli abissi, grande come l’orizzonte a ovest.

Ma che ci fa a Grosseto questo 42enne, diventato manager del suo sogno? Di nuovo, la passione che ti travolge.

Fabrizio sta per diventare babbo. La moglie Carmela Longobardi, titolare della toelette per cani e gatti Bibashiva che da anni ha il negozio qui in viale Telamonio, aspetta un maschietto. «Con il fatto che ad agosto avremo il bambino, sarei venuto tutti i giorni a Grosseto – dice – e così mi sono detto: tanto vale venirci con il camion pieno di pesce» (leggi qui l'approfondimento).

La scelta sembra azzeccata: in zona mancava una pescheria e l’offerta di Fabrizio mette l’acquolina in bocca. Oltre alla normale pescheria, ci sono in vendita anche invitanti confezioni pronte all’uso di crudité di mare. E l’effetto pandemia, che rende ancora più preziosi i piccoli punti vendita dislocati nei quartieri, è un punto a favore del progetto di Fabrizio.

Che, a questo punto, però, ha bisogno di una mano. «Sto cercando una persona fidata, capace e volenterosa – dice – che mi consenta di aprire al mattino prima che io arrivi da Porto Ercole. Purtroppo non è facile: tanti si lamentano che non trovano lavoro, ma quando li metti alla prova sono un disastro, non hanno voglia, contano i minuti sull’orologio». —

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