La Regione “benedice” l’hotel nella ex Cirio

Inviato al Comune il progetto modificato con le prescrizioni Serviranno almeno altri sei mesi per completare l’iter 

PORTO ERCOLE. Hotel alla ex Cirio, arriva la benedizione della Regione con il progetto Invest in Tuscany, la guida per chi vuole investire in Toscana. Mentre l’iter per l’inizio dei lavori è ancora in corso, tra lungaggini burocratiche e ritardi legati alla pandemia che rendono difficoltose le procedure con gli uffici, il piano è stato di recente ripresentato in Comune. L’ente ora dovrà fare i passaggi necessari dopo che la società Qarlbo, proprietaria dell’area, ha dovuto modificarlo assorbendo le indicazioni della Soprintendenza di Siena. I passaggi in Comune prima e con gli altri enti poi richiederanno dai sei ai nove mesi di tempo, considerando le tempistiche relative agli atti da presentare, nella speranza che il Covid non rallenti ulteriormente le procedure come già avvenuto in passato.

L’hotel, che sorgerà al posto della dismessa ex fabbrica di sardine, prevede circa 50-55 camere con tutti i comfort: palestra, spa, sala benessere, un ristorante di livello e zone esterne con terrazzamenti e giardini pensili. Una struttura all’avanguardia che comunicherà con l’altro albergo acquistato a Porto Ercole lo scorso anno dalla società dell’imprenditore svedese Conni Jonsson, il Don Pedro. Quest’ultimo è invece già in ristrutturazione: nonostante l’acquisto sia avvenuto molto dopo quello della ex Cirio, i lavori sono iniziati. Avrà un numero maggiore rispetto alle tre stelle attuali e sarà più al passo con i tempi.


Due strutture che rivoluzioneranno in parte lo skyline di Porto Ercole e daranno lavoro al territorio. «Sulla ex Cirio la Soprintendenza si è già espressa e abbiamo ripresentato il piano in Comune assorbendo le sue osservazioni – spiega Valentina Patrignani, Ceo della società Qarlbo – Il passaggio con gli enti è obbligato e saranno necessari almeno altri sei mesi di tempo per le pratiche burocratiche. Inoltre, durante la pandemia i passaggi con gli uffici sono stati più difficoltosi, ma siamo andati avanti e siamo riusciti a ripresentare il piano. E adesso è arrivata anche la benedizione della Regione al nostro lavoro e a quello del Comune tramite l’ufficio Invest in Tuscany».

Ora la palla è in mano all’ente argentarino. «Il testo della convenzione con la società e la Regione su nostra richiesta è stato modificato – spiega il sindaco Franco Borghini – Prevede che gli investitori stranieri siano ben accolti sul territorio toscano, quindi anche a Monte Argentario, e che i loro programmi siano sostenuti se in conformità con le disposizioni e previsioni urbanistiche vigenti. In particolare sull’iniziativa ex Cirio, dopo un primo rilievo contrario perché il progetto presentato interessava anche zone fuori dal perimetro edificabile. Il Comune ha quindi dato il suo ok alla seconda stesura del progetto, perché rientra completamente in zona edificabile e corrispondente alle norme. Su questo secondo progetto la Soprintendenza ha considerato il progetto non adeguato all’ambiente e ha chiesto che fosse modificato. La stesura che Qarlbo ha concordato con Siena sarà infine approvata anche dal Comune».



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