Ancora tre morti, ma dati “da arancione”

Tra i decessi registrati ieri dall’Asl, quello di un grossetano di 59 anni ricoverato in malattie infettive al Misericordia

Francesca Ferri

Lina Senserini


Grosseto. Anche ieri la provincia di Grosseto ha contato tre lutti per il Covid.

All’ospedale Misericordia si sono spenti: un grossetano nato nel 1959, ricoverato dal 3 marzo in malattie infettive e morto ieri nello stesso reparto; un’anziana di Monte Argentario, classe 1931, ricoverata dal 6 aprile in malattie infettive e ieri, trasferita in terapia intensiva, dove però è spirata poco dopo il trasferimento; un uomo del 1945, che era stato trasferito al Misericordia dall’ospedale San Donato di Arezzo il 26 marzo.

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Ieri intanto l’Asl ha preso in carico 31 nuovi positivi in provincia (il doppio del giorno prima), quasi tutti del comune di Grosseto (25 casi). Gli altri casi, uno per comune, si sono registrati a Castel del Piano, Castiglione della Pescaia, Massa Marittima, Orbetello, Roccastrada e Scansano. In malattie infettive Covid sono ricoverati 54 pazienti, in terapia intensiva 18. I tamponi effettuati sono stati 651, i guariti 35.

dati “da arancione”

Intanto la provincia di Grosseto si è decisamente schiarita e se la Toscana non fosse stata decretata rossa per altre due settimane dopo Pasqua, si potrebbe tornare alla semilibertà del colore più chiaro. È il paradosso del decreto Draghi del 3 aprile, che nelle regioni arancioni prevede che i governatori portino al rosso, con loro ordinanza, i comuni con l’indice di contagio superiore a 250 positivi ogni 100mila abitanti, ma non il contrario. Quindi, finché la Toscana è al livello di chiusura più rigido, anche la Maremma si adegua, malgrado sia la provincia con il più basso numero di contagi.

L’indice, infatti, è 113, 8, inferiore a Massa Carrara (163,8) e a Livorno (190, 7), mentre gli altri sono tutti sopra 200, comprese Siena e Arezzo. Di fatto sopra 250 ci sarebbero solo le province di Firenze e Prato, per cui non è da escludere che tutta la regione possa rientrare in fascia arancione già dalla prossima settimana. Il verdetto arriverà in serata, con la riunione della cabina di regia in cui il presidente Giani porterà gli argomenti dell’allentamento delle misure al ministro Speranza.

Che la provincia di Grosseto stia decisamente meglio si vede subito dalla cartina che il Tirreno elabora ogni giovedì sui dati regionali riferiti alla settimana precedente, in questo caso dal 2 a ieri. Su 28 comuni, solo Magliano, con 264,9 di indice di contagio (una quindicina di casi su 3.500 abitanti) sarebbe potenzialmente rosso. Tutti gli altri sono sotto, anche quelli che erano stati “chiusi” prima che lo fosse l’intera Toscana, nella settimana prima di Pasqua. Grosseto, infatti, è sceso a 163,6, Scarlino (il primo comune in cui è stato applicato il decreto Draghi, rosso da metà marzo) a 128,9, Castel del Piano e Arcidosso di poco sopra 60. Tra i comuni più “scuri” e che nelle settimane precedenti erano rimasti arancioni, ora si registra Monte Argentario, a 242,3 e a scendere, dopo Grosseto e Scarlino, Roccastrada, con 123,9, Massa Marittima e Capalbio (108,7 e 103). Tutti gli altri comuni in cui è stato possibile fare il conteggio sono sotto 100, con Civitella Marittima e Sorano appena sopra a 30, Pitigliano a 26. —

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