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Covid, muore a 68 anni quindici giorni dopo la madre

Scarlino piange l’ex dipendente della Tioxide e appassionato sportivo

SCARLINO. Soltanto 15 giorni fa a morire di Covid era stata Ilda Laino, follonichese di 91 anni e ieri il virus ha ucciso anche suo figlio Mario De Lio, 68 anni, residente nelle campagne del Puntone.

La famiglia De Lio è stata colpita duramente dal coronavirus: Ilda e Mario non sono mai usciti dall’ospedale Misericordia di Grosseto dove erano stati ricoverati. Mario, sportivo e in salute fino al giorno in cui ha contratto il virus, è morto ieri mattina nel reperto di rianimazione dell’ospedale di Grosseto.


Un dramma che colpisce la famiglia già molto provata. Ilda Laino, 91 anni, di Follonica, era deceduta lo scorso 21 marzo nel reparto di malattie infettive al Misericordia di Grosseto.

L’anziana non era mai stata portata in rianimazione. Ilda era arrivata a Follonica dalla Calabria alla fine degli anni Cinquanta insieme al marito e ai suoi due figli e non aveva più lasciato la città del golfo.

Mario, ex dipendente della Tioxide, molto conosciuto e apprezzato, era in pensione da alcuni anni e con la moglie Manola, postina del Comune, viveva nella casa in località Radina, tra Scarlino e il Puntone. «Ti vogliamo ricordare come in questa foto – ha scritto Alberto Presta, cognato del defunto – immerso nella natura che tu amavi. Sei stato un cognato, uno zio, sempre presente, sempre disponibile con tutti, con un cuore grande. E grande è il vuoto che lasci. Ti vogliamo tanto bene, ovunque sarai ci mancherai tanto è lo sarà per sempre».

Il Covid è entrato nella famiglia De Lio nel mese di marzo: Mario ha iniziato a sentirsi male dopo la madre, e pochi giorni prima anche la moglie aveva iniziato ad avere dei sintomi. Mentre la madre era ricoverata, Mario ha iniziato il suo calvario: prima cinque giorni di febbre altissima, seguito a casa dai medici, poi il ricovero. «La saturazione non andava bene – racconta il cognato – così lo hanno ricoverato e lo hanno tenuto per quattro giorni con il casco per la ventilazione ma le sue condizioni peggioravano giorno dopo giorno. Così lo hanno ricoverato in terapia intensiva per altri cinque giorni e lì è morto. Mario non aveva malattie, era sanissimo e fino ad un mese prima era andato in bici quasi tutti i giorni».

La rabbia per quanto successo è tanta: «Da un anno combattiamo con questa malattia – dice il cognato – e in Provincia di Grosseto ci sono solo 19 posti di terapia intensiva, troppo pochi per salvare vite».

Il funerale di Mario De Lio si terrà venerdì mattina alle 11 in forma privata.

La salma verrà cremata a Grosseto e poi raggiungerà il cimitero di Follonica dove verrà tumulato di fianco alla madre Ilda. —

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