Geotermia, comitato chiede ricorso al Tar

Abitanti e imprenditori sollecitano l’amministrazione a rivolgersi ai giudici per bloccare l’autorizzazione ai pozzi a Pereta

MAGLIANO IN TOSCANA. Il Comitato per la difesa del territorio di Magliano in Toscana esorta il Comune a presentare un ricorso al Tar contro l’autorizzazione, rilasciata nei giorni scorsi dalla Regione Toscana alla società Futuro Energia srl, per scavare due pozzi esplorativi, profondi fino a 3.500 metri, per cercare fluido geotermico nella zona di Pereta.

La ricerca è stata autorizzata nonostante la zona rientri tra le aree non idonee allo sfruttamento industriale geotermico (costruzione di centrali per produrre energia sfruttando il calore della terra). Il timore del comitato è che la società, a fronte di un investimento ultramilionario per la ricerca della risorsa geotermica, abbia ben altre intenzioni che non fermarsi alla sola esplorazione. E che la zona, di altissimo pregio paesaggistico e naturalistico, incastonata tra produzione di eccellenze quali il vino Dop/Docg Morellino di Scansano e l’ olio extravergine di oliva IGP Toscano, terra di agricoltura di pregio e turismo, venga stravolta.


Il comitato, che parla a nome di molti cittadini e imprenditori del territorio, si dice sconcertato per la decisione della Regione Toscana.

«Lo scopo dichiarato della ditta proponente è quello dello sfruttamento geotermico – dice il comitato – e quei pozzi che intendono realizzare sono strutturati come pozzi produttivi, come ha chiaramente spiegato il geologo Andrea Borgia per un analogo progetto nel comune di Scansano con relazione tecnica del 23 luglio 2018. Come si può pensare del resto che una ditta privata, il cui rientro economico ci sarebbe solo con lo sfruttamento geotermico, spenda oltre 6 milioni di euro solo per fini di ricerca?».

I pozzi, dice il comitato citando Borgia, «per essere esplorativi non possono essere in numero superiore a uno. Altrimenti non sono più esplorativi». Ma che differenza c’è tra uno o due pozzi? «Durante le prove di produzione – dice il comitato – si esplicita proprio che i fluidi estratti da uno dei due pozzi saranno reiniettati nell’altro pozzo. In sintesi, questa è una prova di funzionamento di una potenziale centrale geotermica». Insomma, «non si tratta di esplorare; “esplorativo” è solo un termine – teme il comitato – usato dal proponente per frazionare la Via (valutazione di impatto ambientale) tra perforazione e costruzione più esercizio dell’impianto in modo da poter far immaginare, in questa fase, un impatto minore di quello effettivo del progetto totale». Il comitato ne ha anche per la Regione, ente al quale spetterebbe il compito di garantire l’equità del procedimento: «È singolare che non si sia accorta di una tale impostazione», dice il comitato.

Da qui l’appello al Comune che a più riprese si è detto contrario allo sfruttamento geotermico nel territorio: «Lo esortiamo a presentare quanto prima e comunque entro i termini un ricorso al Tar per tutelare gli interessi dei suoi concittadini e degli imprenditori locali», chiude il comitato. —


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