«Diteci di cosa è morto Gianluca» Esposto dei familiari, c’è autopsia

Pierluigi Sposato

Grosseto. «Diteci di cosa è morto il nostro Gianluca». I familiari di Gianluca Picchi il commercialista e insegnante morto il 9 marzo scorso a 51 anni, mentre era alla guida della sua Panda in città, si sono rivolti alla magistratura con un esposto. Nel quale hanno anche segnalato che l’uomo era stato vaccinato poche settimane prima, intorno alla metà di febbraio. Se ci sia un nesso tra l’iniezione e il decesso dovrà accertarlo l’autopsia. Ai familiari di Picchi interessa sapere, se mai sarà possibile, se c’è una relazione tra il malore accusato quella mattina alla guida e la somministrazione di AstraZeneca. O comunque quale sia stata la ragione della morte.


C’è un’ipotesi di reato, quella di omicidio colposo, necessaria per poter procedere all’esame autoptico; non ci sarebbero indagati. Un fascicolo contro ignoti che verosimilmente si arricchirà con il passare dei giorni di documentazione clinica e testimonianze, qualora queste non dovessero essere state nel frattempo acquisite dagli inquirenti. Ieri mattina il sostituto procuratore Salvatore Ferraro ha dato incarico al dottor Mario Gabbrielli di Siena per l’esecuzione dell’autopsia. La salma di Gianluca Picchi, che dopo il funerale riposava al cimitero di Sterpeto, è stata esumata e trasportata proprio a Siena per l’esame. La famiglia ha nominato come il dottor Gianluca Messa, anch’egli di Siena: seguirà le operazioni del consulente nominato dalla Procura della repubblica, che dovrebbero concludersi entro un paio di mesi, salvo la necessità di effettuare ulteriori approfondimenti, eventualmente anche con l’ausilio di altri specialisti.

Al dottor Gabbrielli è stato chiesto di accertare le cause della morte e sarà solamente dopo il deposito della sua relazione o, come capita spesso, di una sua anticipazione, che la Procura potrà trarre le prime conclusioni e indirizzare gli accertamenti. Una volta terminate le operazioni peritali, la salma potrà tornare a Sterpeto. Il professore abitava da solo a Principina.

Martedì della scorsa settimana Picchi, insegnante di diritto ed economia politica dell’istituto di istruzione superiore Fossombroni di Grosseto, era in transito all’incrocio tra via Pietro Aldi e via Caravaggio. Con la Panda era finito addosso alla rotatoria. Testimoni avevano riferito di averlo visto scendere dall’auto, barcollare, accasciarsi a terra. Uno degli agenti della polizia municipale intervenuti per i rilievi, laureato in scienze infermieristiche, aveva prestato i primi soccorsi: venti minuti di massaggio cardiaco, nel disperato tentativo di salvare la vita a Picchi mentre stava arrivando il 118. Non c’era stato purtroppo nulla da fare.

Il funerale era stato celebrato giovedì pomeriggio, al cimitero di Sterpeto, dopo che erano stati donati gli organi come da sue volontà. Poco dopo era arrivato sul tavolo del magistrato l’esposto della famiglia. Adesso l’autopsia. —

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