Centri di vaccinazione in Provincia L’Asl valuta possibili nuove strutture

L’interno del cinema multisala Aurelia Antica “adattato” a centro per la vaccinazione di massa a Grosseto (FOTO AGENZIA BF)

Quelle attuali per ora sono sufficienti, ma se arrivassero più forniture ne potrebbero servire altre: scatta la ricerca

GROSSETO. Se arrivano i vaccini nelle quantità previste e la campagna entra davvero a regime, i centri vaccinali allestiti finora potrebbero non bastare. Non solo, ma cosa ancora più importante, la Asl Sudest potrebbe avere a disposizione strutture pubbliche da parte dai Comuni o di altri enti a titolo gratuito, in modo da risparmiare i soldi per gli affitti di quelle private. In prima battuta, infatti, quando è iniziata la programmazione delle vaccinazioni di massa, c’è stato appena il tempo di organizzare le sedi richieste dal Piano regionale. Ma ora che la situazione si va delineando con maggiore regolarità, benché resti la variabile della fornitura, è necessario dare una forma più strutturata anche all’elenco delle sedi disponibili.

Per questa ragione e per avere un quadro più completo degli spazi che potrebbero essere disponibili, la Asl ha emesso un avviso di “manifestazione di interesse” pubblicato giovedì all’albo pretorio. Finora, accantonata l’ipotesi di utilizzare il polo fiere del Madonnino che era stata ventilata all’inizio della campagna vaccinale, i centri che non siano gli ambulatori aziendali e ospedalieri, sono stati allestiti al cinema Aurelia Antica a Grosseto, alla discoteca Kronos di Castel del Piano, alla Fonderia Leopolda di Follonica e, per la zona distretto Colline dell’Albegna, al ristorante Attimi di Albinia. Con le quantità attuali di vaccini sono più che sufficienti, ma se la distribuzione aumenta meglio trovarsi preparati, con un elenco di altre possibilità. Entro il 15 marzo, dunque, gli enti pubblici o i privati cittadini che abbiamo interesse a mettere a disposizione le proprie strutture per trasformarle in centri vaccinali, possono comunicare la propria disponibilità, secondo le modalità indicate nell’avviso, scaricabile dal sito della Asl, alla sezione “bandi e avvisi”.

Gli spazi devono essere immediatamente utilizzabili, anche se dovranno prima essere sottoposti a sopralluogo da parte del personale del servizio di Prevenzione dell’Azienda, per la «verifica del rispetto dei criteri generali di sicurezza dei luoghi di lavoro e antincendio», recita l’avviso. Per quanto riguarda, invece, le caratteristiche per l’allestimento della sede, l’unico requisito richiesto sono le dimensioni: da almeno 400 metri quadrati per le sedi “meso”, previste una per ogni ex zona distretto escluso il capoluogo (quindi tre in provincia di Grosseto: zona dell’Amiata, Colline Metallifere e Colline dell’Albegna), all’interno delle quali si possono fare fino a 400 vaccinazioni, con cinque postazioni. Per le strutture potenzialmente di classe “maxi”, invece, le dimensioni devono partire da 700 metri quadrati. In questo caso, il Piano regionale per la vaccinazione di massa ne prevede una in ogni capoluogo di provincia (a Grosseto al momento è il cinema Aurelia Antica), per vaccinare fino a 800 persone al giorno, sette giorni su sette, attivando fino dieci postazioni.

Ovviamente, la normativa per l’emergenza Covid prevede la deroga ai requisiti di «accreditamento delle aree sanitarie, anche temporanee sia all’interno che all’esterno di strutture di ricovero, cura, accoglienza e assistenza, pubbliche e private», si legge sull’avviso. Per cui chi aderisce alla manifestazione di interesse dovrà fornire solo una documentazione minima riportata nel documento. Se la struttura viene ritenuta idonea per ospitare una sede vaccinale, «la messa a disposizione – si legge nell’avviso – dovrà avvenire con l’utilizzo delle tipologie del comodato, della locazione o con la forma non tipizzata della convenzione», fermo restando che il rapporto con la Asl si considera esaurito al termine dell’emergenza. — RIPRODUZIONE RISERVATA